Le origini del male – You-jeong Jeong #Feltrinelli

Yu-jin si sveglia una mattina nel proprio letto ricoperto di sangue. Non solo il suo corpo, ma tutta la stanza ne è imbrattata. Lui non ricorda quasi niente della notte appena trascorsa, solo di essere uscito a correre per distendere i nervi. O meglio, di essere sgattaiolato fuori di casa, visto che sua madre non deve sapere delle sue scappatelle notturne. Da quando sono morti il padre e il fratello maggiore, Yu-jin segue una terapia di psicofarmaci che tiene a bada l’epilessia di cui soffre, ma che gli procura terribili effetti collaterali: emicranie atroci, acufeni, attacchi di rabbia. E vuoti di memoria. Ecco perché non ricorda cosa sia successo per ritrovarsi in quello stato. Quando cerca di ricostruire gli eventi della notte precedente esplorando l’appartamento in cui vive con la madre e il fratello adottivo Hae-jin, Yu-jin trova in cucina il cadavere della donna con la gola tagliata. Nella notte ha chiamato il suo nome – in cerca di aiuto, o per supplicarlo? E questo è solo l’inizio. Un thriller psicologico avvincente, che esplora con incredibile urgenza i misteri della mente e della memoria e il rapporto contorto fra madre e figlio.

Quest’anno va così, leggo poco, non riesco a concentrarmi sulla lettura per lunghi periodi. A volte mi ritrovo a leggere la stessa pagina più volte, perché i pensieri mi portano via. Con questo libro invece, non è accaduto. Intenso, noir, psicologico.

L’autrice, sudcoreana, era a me sconosciuta, mi è stata consigliata, credo che approfondirò leggendo altri suoi lavori.

È la storia, narrata in prima persona, di Yu-jin, epilettico ventiseienne sudcoreano, che si sveglia una mattina ricoperto di sangue, non ricordando assolutamente ciò che è accaduto. E qui Yu-jin comincia a scavare nella propria mente, una discesa negli inferi. La storia è un misto di avvenimenti presenti e passati miscelati molto bene, che tengono alto l’interesse del lettore. Più che un thriller noir lo definerei un romanzo psicologico noir. Scritto molto bene, ti inchioda alle pagine, ma soprattutto l’autrice è riuscita a coinvolgermi ed a farmi provare empatia per un assassino psicopatico, fino a quando non si scopre la verità o le origini del male.

La traduzione in italiano è stata fatta dal coreano il che ha sicuramente giovato al libro. Un’opera da toni forti che mi sento di consigliare.

Alessandro Di Muro

di You-jeong Jeong (Autore) Massimo Gardella (Traduttore) Feltrinelli, 2021

Un minuto d’arte – Daniela Collu #Vallardi #DanielaCollu

60 capolavori per riscoprire il piacere dell’arte senza filtri, senza soggezione, e con uno sguardo libero. Il tuo.

Se davanti a una tela di Jackson Pollock la tua reazione è «vabbè, con una latta da cinque litri nel garage di zio Franco questo lo facevo pure io», questo libro è per te.

Perché tutti pensano che per apprezzare l’arte siano necessari paroloni incomprensibili o libri pallosissimi? Daniela Collu vuole dimostrarci che non è così. Storica dell’arte per formazione e conduttrice radiotelevisiva per professione, ci invita a una passeggiata tra 60 opere, artisti e monumenti fondamentali, facendoci scoprire che si può godere della bellezza senza soggezione e persino con divertimento e ironia. Partendo dalla sua rubrica instagram #1minutodarte, ci fa osservare l’arte imparando a porci delle domande, come se fosse un delitto irrisolto. Scopriremo che le risposte possono essere sorprendenti, acute, geniali, a volte di un’ironia e una libertà mai incontrate prima. E se l’arte contemporanea ci concede il lusso del rebus, ci stupiremo a ritrovare lo stesso gioco di significati nascosti, slittamenti e misteri nell’arte antica, nel Medioevo e nel Rinascimento, nelle pale d’altare e nei ritratti con le damine e il levriero afghano impeccabilmente in posa. Raccontando aneddoti scemi ed elargendo informazioni preziosissime.

Daniela Collu, blogger e autrice radio televisiva, durante il lockdown del 2020, in crisi di astinenza da museo, lei che in un museo aveva lavorato, decide di scrivere questo libro. Qui trovano posto 60 mini ritratti di altrettanti artisti o opere d’arte tra le più diverse, dal Colosseo a Cattelan, da Giotto ai falsari. E questa operazione di stimolo a riscoprire, quando non a scoprire, l’arte e a viverla il più possibile, è a quanto pare perfettamente riuscito, visto che io ho preso la terza ristampa e ho avuto difficoltà a trovarlo. Ci sono due modi di leggere questo libro: nel modo classico, ossia iniziando e andando avanti di seguito sino alla fine. Oppure leggendo un capitoletto al giorno, ed è quello che ho fatto io, prendendomi tutto il tempo per approfondire le notizie e seguire i percorsi che nascevano di volta in volta. E sicuramente alla fine ho imparato tantissimo. È un libro che consiglio a tutti ma, in particolare, a chi deve proporre l’arte ai ragazzi, perché non c’è niente di meglio per imparare che incuriosire e far ridere.

Grazie a Stefano Lilliu e a Gabriella Simbula per aver consigliato questo libro.

Rosangela Usai