Simona Morani – Quasi arzilli

morani

Ringrazio Valentina Inzillo per aver segnalato questa perla. L’ho trovato delizioso, è il tipico racconto defaticante che mi aiuta a riprendere spirito ed energie dopo aver letto tanti tanti thriller, ammazzamenti, violenze ecc..
Questi deliziosi vecchietti dell’Appennino Reggiano, irriducibili amanti della libertà, che oltre a convivere con i loro acciacchi vedono profilarsi all’orizzonte l’arrivo di una casa di riposo, dove figli e istituzioni vorrebbero e sottolineo vorrebbero confinarli. Si vede nel racconto la mano e la sensibilità di una donna (Simona Morani) nel narrare sia i rapporti conigali, sia l’esperienza (prima esperienza) dell’amore in tarda età. Alla fine del libro avrei voluto che ci fossero altre 150 pagine da leggere in compagnia di questa banda di attempati compagni di bevute e libertà. Buona lettura a tutti.

Giancarlo Zeppa

Il collezionista di tempo – Marino Magliani

“Anche i giorni, se potessero parlarci, ci racconterebbero che sono stanchi di morire”

marino

Alla fine l’aver incontrato Gregorio ti mette in pace con alcuni dei temporali emotivi che ti si accovacciano nella pancia dall’adolescenza a dove ti ritrovi e ai quali spesso eviti di dare nome, che certi nomi è meglio non farli, si sa, che si ha sempre paura di dirli male o approssimativamente. Non ti fa urlare al miracolo, no, ma la sua umanità sghemba ha qualcosa di così palpabile da avere a che fare con i sapori e gli odori, non solo con l’eco delle sensazioni che poi ti lasciano.
Dire la solitudine non è così semplice. Farlo nominandola il meno possibile e strappandosela di dosso è da fuoriclasse.
Insomma, potrebbe valerne la pena, poi fate voi.

(Questo libro me lo consigliò Germana, ‪#‎laragazzadeicolori‬. Lo scrivo perché a Lalab farà sorridere saperlo. E mentre leggevo di Cobre, il cane portato a perdere dal suo padrone, e del poeta e del molo, tanti dei nostri discorsi sulla bellezza mi sono tornati in mente.)

[Questo romanzo è la storia di Gregorio, narrata in tre momenti cruciali: quasi un film in tre tempi, ma tutti collegati all’unico spazio della terra natale, la Liguria, dalla quale il protagonista ogni volta si allontana e alla quale ogni volta ritorna, come tratto da un incoercibile destino.
Nel primo “tempo” Gregorio è ragazzino in collegio, nel secondo un giovane appena congedato dalla leva militare, nel terzo è ormai adulto, esiliato in Olanda.
Da sempre, fin dal collegio, Gregorio ode nella sua mente alcune “voci” misteriose, che gli parlano e che guidano le sue scelte, ma di cui lui non sa capire la provenienza. Fin che, durante il suo soggiorno in Olanda, una di queste voci prende una forma meno sfuggente: attraverso una corrispondenza via e-mail Gregorio viene contattato da un uomo che vive nel futuro. Scoprirà così che il suo destino e quello del suo corrispondente sono drammaticamente legati e che solo un suo ultimo decisivo ritorno a casa potrà salvare la vita di entrambi…
ed. Sironi, 2007, collana Spore]

rob pulce molteni