Stephen King – La torre nera – I lupi del Calla

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qualche sera fa ho visto “a proposito di Davis”, l’ultimo dei fratelli Cohen. il film narra una settimana della vita di un cantante folk veramente esistito e vissuto nel Greenwich Village poco prima che il nostro Bob diventasse ciò che è poi diventato, tale Dave Van Ronk, mai sentito nominare prima d’allora ma proprio mai e poi mai.

bene, il giorno dopo, infognata nei lupi del Calla, leggo e trovo:

“un canto dei campi, rispose. – di quelli che possono aver cantato i miei nonni e bisnonni mentre raccoglievano cotone per il loro padrone. Ma i tempi cambiano. – sorrise. – la prima volta che l’ho sentito è stato in un caffè del Greenwich Village, ancora nel 1962. E l’uomo che lo cantava era un bluesman bianco che si chiamava Dave Van Ronk. -“

aaaaaaabbè….

Lazzia

Stephen King – La torre nera – La chiamata dei tre

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eqquindi ecchice qua con il secondo. ahhhh, il secondo!! la porta!! coloro che hanno già letto sanno ma quelli che invece no potrebbero sversarsi e dire: si vabbè ma la porta dechè. la trama? un riassuntino? una specie di recensio?
e si fa presto a dire la trama…il riassuntino…eccolo: la torre è un viaggio. avete presente quando si prepara la valigia e si controlla di aver chiuso il gas e si ce sta il passaporto e poi titubanti (du paia de scarpe basteranno?? e se piove e un paio se bagna e l’altro paio è troppo leggero??…si lo so che queste sono domande da fanciulle, ma shhh zitti là) si va. e per quanto si possa essere Furio non sappiamo mai bene cosa troveremo, chi incontreremo, come andrà. potremmo ammalarci, ad esempio, ed aver bisogno di antibiotici e della di loro ricetta. potremmo camminare su una spiaggia e improvvisamente avere la necessità di tornare indietro. potremmo aver bisogno di amici nuovi. e chissà se possiamo fidarci davvero di loro. ma del resto vogliamo o non vogliamo trovare Londra, Parigi, New York, Jakarta, Karachi o salafava? certo che lo vogliamo, è lo scopo del viaggio no?
e allora eccoci tutti a viaggiare verso la torre. nera, naturalmente…

Lazzia