Stephen King – Doctor Sleep

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[ATTENZIONE !!! Recensione un po’ lungherrima non ci dovrebbero essere spoiler, quelli più evidenti li ho segnalati e li ho messi solo alla fine]

Lo dico o non lo dico?
Vabbè lo dico…

NON MI E’ PIACIUTO (sento grida di orrore e di disgusto echeggiare fra le volte di questa biblioteca e odo in lontananza Smithers che libera i cani).

Cominciamo col dire che (PER ME) il più grande difetto di questo libro sta proprio nell’occhiello della copertina (non ho la più pallida idea se si chiami tecnicamente, ma tanto per essere chiari mi riferisco a quella scritta gialla che recita: “L’attesissimo seguito di Shining”).
Ora io non so voi ma io un seguito di shining non l’attendevo proprio per niente per due motivi:
1) Un capolavoro non può essere ripetuto
2) Un capolavoro non può essere ripetuto

Insomma è come se Bruce Springsteen si alzasse domattina e pubblicasse un nuovo album dal titolo: Born to Sleep – l’attesissimo seguito di Born to Run.
La reazione che ho provato finendo questo libro è la stessa che avrei provato se avessi scoperto che alla fine Mary e compagno erano rimasti imbottigliati sull’autostrada nell’ora di punta.

Ho come il sospetto che il buon Stephen se ne sia reso conto pure lui una volta finito il libro visto che la nota finale dell’autore mi sembra che sia stata scritta proprio per dire: “Hey ragazzi ma mica vi sareste aspettati un libro bello come Shining vero? Non sarete mica stati così foolish veroooo???”

Quello che voglio dire è sostanzialmente questo: Shining non mi faceva dormire. Più e più volte ho dovuto smettere di leggere tanta era la fottuta paura che mi metteva addosso.
Doctor Sleep non fa paura e, cosa forse ancor più grave, nemmeno ci prova.
Ora io lo so benissimo che il nostro Sovrano non scrive solo “libri che fanno paura” ma se mi dici che è il seguito di Shining almeno un misero brividino che mi scorre lungo la schiena me lo potrò aspettare o no? Evidentemente NO.
Persino 22/11/’63 e Joyland nonostante non fossero due “libri di paura” un po’ di inquietudine me l’avevano suscitata (minchia quando entrano nella Texas School Book Depository c’avevo le palpitazioni).

Posso dirlo? Posso dirlo? Vabbè lo dico.
Questo romanzo avrebbe potuto esistere anche senza Shining. Sarebbe bastato cambiare il nome del protagonista e togliere tutti i riferimenti all’Overlook Hotel (che fra l’altro si contano sulle dita di una mano) e sarebbe venuta tranquillamente fuori una storia a sé stante.

Poi per la prima volta non sono riuscito ad affezionarmi a nessun personaggio. E dopo 500 pagine di romanzo la ritengo una cosa non da poco.

Magari a influenzarmi negativamente sarà stato anche il fatto che Doctor Sleep esce dopo due veri capolavori come 22/11/’63 e Joyland.
E non dico che questo libro non sia scritto bene o che non sia una bella storia ma la fine mi ha veramente lasciato a bocca asciutta ed è la prima volta che succede con un’opera di Stephen King.
E’ come essere invitati a mangiare a casa di Gordon Ramsey e trovarsi a cenare con un uovo al tegamino, buono quanto vuoi ma pur sempre un uovo al tegamino. Potrò uscire di casa e domandarmi: ma non potevo andare direttamente a cena da McDonald’s?
Ed è soprattutto per questo che dico che non mi è piaciuto. Perché il buon Stephen mi ha sempre abituato bene, forse troppo.

Voto finale ** (basato sui criteri di goodreads)

P.S. Caro Stephen che non ti sia piaciuto l’adattamento di Kubrick lo abbiamo capito, ce lo hai ripetuto per circa 30 anni (TRENTA), ma visto che Kubrick è morto la frecciatina nella nota finale te la saresti anche potuta risparmiare.

[SPOILER ALERT:
– Ma cribbio (cit.) come si fa a far riapparire Jack Torrance soltanto per una riga e mezza quando tutto ormai è finito? Ma non doveva essere l’attesissimo seguito di Shining?
– Ma come si fa a far scomparire dalla circolazione sia Wendy che Dick Hallorann senza soffermarcisi un po’? Mica tanto ma almeno 5 righe gliele potevamo dedicare? Evidentemente NO. Ma non doveva essere l’attesissimo seguito di Shining?
– Ma poi io dico torni sul sito dell’Overlook ci sono dei vampiri che si aggirano per le strade d’america, i tuoi vecchi fantasmi ti perseguitano e non riesci a farmi neanche un po’ di paura?. Ma questo l’avevo già detto.
– Ma poi vogliamo parlare della parentela che si scopre verso la fine? Dai su è stata la cosa che mi ha fatto abbassare la tensione più di tutte. Cioè in due c’avete la luccicanza più forte dell’universo mondo e non capite che siete parenti???? Mapperpiacere. Ma poi a che serviva? Boh.
– Ma vogliamo anche parlare di come tutta la vicenda si risolve? Ora va bene tutta la sospensione dell’incredulità che volete ma ci mancava solo che arrivassero gli alieni di Tommyknockers e poi eravamo a posto.
– Cioè voli di sotto e stop? Fine? COSI’?
FINE SPOILER ALERT]

Filippo Nardelli

Stephen King, Doctor Sleep

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Premessa: questo pezzo contiene spoiler, taanti spoiler, brutti spoiler, fan avvisati mezzo salvati

Mi sa che inizierò dicendo che a me è piaciuto parecchiamente. In generale mi pare di capire che ai fan piaccia. A quelli che non hanno letto proprio tutto del Re, e comunque non si definiscono propriamente fan, non tanto. Parecchiamente comunque per me lo assesta a un bel tre stelle, mooolto lontano da The Stand o It o The Mist o anche 22/11/1963, chiaro. Se fosse Springsteen, e per me King E’ Springsteen sul piano letterario, direi che mi va a livello di The Rising, ecco. Tanta robba, e buona. Eccezionale, no. Da farti piangere strappandoti i capelli e ringraziando Dio che ti ha permesso di leggere anche questo, no. Felice e contentizia, sì.
Detto ciò, cominciamo.

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Il libro è stato presentato come “l’attesissimo seguito di The Shining”, premessa che secondo me un po’ travia, nel bene e nel male. Se dici seguito, forse molti partono per questo viaggio aspettandosi fantasmi e atmosfere da Overlook, claustrofobia, cupezza, corridoi, angoscia.
A me, tanto per dirne una, The Shining non è piaciuto quasi per niente. Ho fatto il grave errore di leggere il libro dopo aver visto il film, cosa che faccio a volte senza problemi perchè tanto il libro poi è meglio. Stavolta, raro rarissimo caso, più o meno tutti (tranne King, D’OH), concordano sul fatto che il film è meglio, anzi è proprio in un altro campionato. Per cui l’ho finito, e l’ho messo nel dimenticatoio di molti altri libri di King (perchè tanti ne ha scritti, tutti li ho letti, pochi sono poi rimasti ad accompagnarmi). C’è da dire che anche di quelli letti una volta e poi lasciati, in genere mi rimane un qualcosa, un’immagine, un ricordo, un’angoscia: alcune frasi di Christine, la zia e Tak in Desperation, il giorno in cui vanno in moto in Rose Madder, l’alieno che mangia in l’Acchiappasogni. Del libro Shining non mi è rimasto quasi nulla, è senz’altro colpa di Kubrick, ma questo è. Non mi ha neanche fatto rabbrividire di bruttezza come i Tommyknockers o Insomnia, per dire, sempre sia lodato per questo.
Quindi quando è arrivata la notizia che stava uscendo “l’attesissimo seguito di The Shining”, non è che avessi tutta sta grande aspettativa, se non forse per un seguito più che potabile come è successo ne La casa nera versus il Talismano. So che altri sono rimasti delusi perchè non fa tanta paura, e apparte che bisogna un po’ definire il discorso di “fare paura”, io non parto neanche con questa aspettativa, dal Re. Se ha voglia di farmi piangere, o ridere, o di farmi accendere la luce perchè a letto mi è tornata in mente un’immagine che ha evocato, so che lo può fare. UUUUH se lo può fare. Ma non è che me lo aspetto, non dopo 50 romanzi e non cominciamo neanche a contare i racconti. Sono una Fedele Lettrice, e lo seguo dove vuole.

True Knot

Per me, Doctor Sleep è un onesto seguito con una sua brava storia che si regge in piedi da sola per bene. Chi non ha letto The Shining, o non ha visto il film, può leggerlo tranquillamente.
Mi è piaciuto Dan e la sua discesa nei bassifondi, mi è piaciuta la sua resurrezione, il suo lottare per rimanere sano e per dare un senso alla sua vita e al suo “dono”.
E’ un libro lungo e per alcuni versi lento, ma non direi pesante.
I cattivi sono brutti e cattivi e bastardi, e io mi sono angosciata dal primo quarto del libro in poi perchè ho cominciato a paventare cosa sarebbe successo alla resa dei conti finale, 400 pagine pià in là.
Sono arrivata allo scontro finale con le palpitasioni, come dice filippo per The Shining, e poi beh insomma, i finali di King, si sa… sono un po’ deboli. Alla fine ti sembra di aver corso mille miglia per arrivare al traguardo da sola perchè tutti se ne sono andati e non c’è nessuno, neanche una bandierina al fotofinish. Ti viene proprio da dire MBEH? tutto qua?
E’ bello, secondo me, solo fino all’agguato nella radura ai tre bastardi del True Knot, quando non si aspettano resistenza e vengono ammazzati come meritano, increduli perchè per secoli hanno cacciato bambini inermi e non si capacitano di trovare qualcuno che non solo reagisce, ma gliele suona proprio. Bastardi. Gioisci, ne godi, e poi cominci a capire che per una volta i buoni avranno vita facile: i poteri di Abra sono veramente eccezionali, e alla fine Beth the Hat neanche al suo massimo potrà mai competere. Quindi se capisci che il tuo cattivo è una mezza sega, bah. Un po’ di anticlimax c’è, indubbiamente.

abra

Ma un libro come ben sappiamo non è solo il suo finale. Quindi a me è piaciuto, tema, svolgimento, e anche post finale, questi sguardi sulle vite future di Dan e Abra. Certo, vent’anni fa King avrebbe fatto morire Dan e i genitori di Abra e Billy, lasciando spazio a una Beth che se ne va ma forse torna. Forse sta solo dormendo per un po’. “Torno per te, Abra cara”. Ma vent’anni fa aveva anche scritto ben altro, e comunque siamo qua, non vent’anni fa.
Tre stelle, via lissio e pedalare.

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