Il segreto svelato – David Hockney

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Sono arrivata a 32. Ma premetto. Finito con i libri scritti da amici. Quelli che devi leggere per dovere e sembrano il libro di sabbia di Borges che non finisce mai. Nel marasma delle mie letture, vi segnalo un saggio sull’arte che si chiama il segreto svelato di David Hockney, un saggio molto interessante che parla degli strumenti ottici usati da antichi maestri per ottenere gli effetti realistici che conosciamo, come il Caravaggio. Il volume propone un viaggio alla scoperta degli “antichi maestri” della pittura in compagnia di un artista britannico contemporaneo. David Hockney analizza la tecnica dei maestri “classici” dal XV al XVII secolo e sottolinea come a partire dagli artisti fiamminghi del Quattrocento siano stati usati in pittura specchi, lenti e altri ausili ottici.

Ora sono al 32esimo che è l’uccello del malaugurio di camilla lackberg, e ripeto non cadete nella trappola dei libri scritti da amici!

maria bonaria d.

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DESCRIZIONE

David Hockney, uno tra i più celebri artisti dei nostri tempi ha intrapreso un’avventura straordinaria. Messi da parte per qualche tempo i pennelli, è stato assalito dal desiderio di scoprire in che modo gli artisti del passato siano riusciti a dipingere il mondo intorno a loro in maniera tanto vivida e accurata. Da artista figurativo quale è si è domandato come i suoi colleghi del passato abbiano affrontato i problemi tecnici connessi alla rappresentazione pittorica. Attraverso una ricerca di oltre due anni Hockney ha seguito una traccia misteriosa che lo ha condotto a scoprire i segreti nascosti degli antichi maestri. Le sue sensazionali scoperte sono divenute presto oggetto di grande attenzione da parte dei media e tema di dibattito in ambito scientifico e artistico. In questo libro Hockney presenta al lettore prove inconfutabili. Attraverso l’analisi delle opere di maestri del passato come Van Eyck, Leonardo, Caravaggio, Velazquez, Vermeer e Ingres, Hockney rivela che, fin dall’inizio del XV secolo, i maestri si avvalevano di specchi e lenti per dipingere i loro più famosi capolavori. Nel volume sono riprodotti disegni e dipinti – tra cui le opere meglio conosciute e più amate della storia dell’arte occidentale -, osservati da un occhio competente, appassionato ma anche disincantato, e accompagnati da descrizioni e commenti entusiasmanti. Fotografie e disegni dello stesso Hockney illustrano i vari metodi utilizzati da diversi artisti per catturare accurate somiglianze, suggerendo analoghi risultati. Una ricca appendice documentaria presenta attraverso estratti di testi antichi e contemporanei altre prove a sostegno della teoria avanzata da Hockney. Il volume non si limita tuttavia a illustrare le tecniche perdute dei maestri dell’antichità, ma apre una riflessione anche sul presente e sul futuro, nell’era della manipolazione digitale delle immagini. Con una ricerca costante, che non dà nulla per scontato, Hockney ci apre gli occhi sul modo in cui percepiamo e rappresentiamo il mondo.

James G. Ballard – Fine millennio: istruzioni per l’uso #JGBallard

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“Fine millennio: istruzioni per l’uso”, raccolta completa degli articoli giornalistici scritti da J. G. Ballard dal 1962 al 1995, ripercorre con sguardo disincantato, spregiudicatezza e humour il secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle. Questi novanta testi non-fictional sono una sintesi finale di quel feroce, assurdo e talora esilarante “romanzo nero” che è stato il XX secolo. Da Mae West a Mao Zedong, da Marlon Brando a Nancy Reagan, da Salman Rushdie a John Wayne, da Stalin a Stallone, dal generale Schwarkopf alle aragoste norvegesi.

Anche se viene pubblicizzato come romanzo, in realtà non lo è. È la raccolta degli articoli giornalistici, specialmente recensioni cinematografiche, scritte da James G. Ballard dal 1962 al non mi ricordo!
È un libro che ogni tanto prendo dalla libreria, apro una pagina a caso e leggo…
E li capisci la differenza fra uno scrittore e un giornalista!

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