R. Besola, A. Ferrari, F. Gallone – Operazione Madonnina (Milano 1973)

OILLA, un saluto a tutti i membri e alle membre.
Vado a colmare il vuoto comunicativo di questi mesi inserendo le ultime letture, con rigoroso criterio fifo, parto dal più vecchio dei tre, operazione madonnina, di un trio d’autori per la cui biografia vi rimando a wikipedia. Come si può faticosamente intuire dal titolo nonchè dal frontespizio l’ambientazione è meneghina, primi anni 70. Anche solo per questo motivo i 9,99 euri diventano spesi egregiamente. La storia è un po’ una scusa per raccontare a chi ha i recettori giusti per captarla, una Milano che non esiste più e che noi (io) abbiamo vissuto da bambini: operazione nostalgia, per quanto mi riguarda, riuscitissima. Il racconto è piuttosto divertente anche se a sprazzi inverosimile, comunque ben scritto e di facile lettura. I destinatari ideali sono i nati fino agli anni 70 e cresciuti a Milano, per cogliere tutte le sfumature, ma la cosa non è indispensabile, il tutto sta in piedi a prescindere dalla data e dal luogo di nascita. Già comprato ed in lista d’attesa il sequel, operazione rischiatutto, che vede sempre gli stessi protagonisti. Josari dice: accattateville

Fabio Sari

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Georges Simenon – Il piccolo libraio di Archangelsk

1937435_355143224633639_2701767460431263971_nUna gemma tersa e preziosa. E’ “Il piccolo libraio di Archangelsk”, il romanzo di Georges Simenon (in italiano edito da Adelphi) che ho finito di leggere stanotte e che mi ha lasciato la certezza che il libraio del titolo sia uno dei personaggi più toccanti creati dal caro Georges. La trama della vicenda parrebbe esigua. La giovane moglie italiana – altro personaggio memorabile per svogliatezza e lascivia, altalenante fra impulsi egoistici e sensi di colpa – lo abbandona all’insaputa di tutti. Per difenderne la reputazione, lui s’infila in un gorgo di bugie che gli si ritorceranno contro, perché tutti i membri della comunità a cui appartengono il libraio e Gina La Traditrice penseranno che lui abbia fatto fuori la consorte. Se già la storia fosse tutta qui, sarebbe sublime per come Georges la racconta, descrivendo l’ansia crescente del libraio e il suo struggente fronteggiare il vicinato mal simulando tranquillità. Ma la vicenda è più complessa e interessante, perché il libraio è un ebreo russo naturalizzato francese, e la fuga di Gina con le sue conseguenze evidenzia ai suoi occhi come tutti l’abbiano sempre considerato un forestiero; come l’integrazione che lui dava per scontata sia stata solo apparente; come orrendi sospetti si siano ingenerati facilmente, tra i suoi vicini, proprio per questo: perché mai l’avevano davvero considerato uno di loro. … Le pagine più commoventi: quelle che fanno intendere il rapporto esile ma forte fra il libraio e la sua terra d’origine, da cui è stato portato via da piccolo, all’inizio della Rivoluzione; e quella in cui, al commissariato, il libraio difende l’immagine della moglie più che la propria innocenza esclamando “E’ la sua natura!”: una malinconica lezione su cosa significhi amare.

Sonia Patania