Alessia Gazzola – Una lunga estate crudele

10422374_450993171715310_6293163693426432577_n

E pertanto, nonostante il periodo inadatto allo sciuè sciuè social, ho adocchiato qualche giorno fa il post di qualcuna (lode lode lode, palesati cara che così te ringrazio!), che segnalava l’uscita di un Alessia Gazzola (c’è un perché all’assenza di apostrofo, nun rompete l’accozzaglia). Ora, per chi non la conoscesse, la Gazzola è una medichessa legale nonché autrice di una serie di giallonzi seriali, la cui protagonista, Alice Allevi, è una specializzanda in medicina legale, simpatica e casinara. Io la seguo da sempre la Allevi, datosi che le sue disavventure coniugano il farlocco col giallastro. Poiché c’è l’ammore e lo sciopping e il tè verde, talora persino qualche fiore, potremmo catalogare sti tomi nella categoria farlocchi ma essendoci puranco un che di intreccio canarino (ce stanno li morti e pure l’assassini, ambè), proporrei di inquadrarli come semi-farlocchi (e m’accompagno da me).
L’ideale per la quasi nulla capacità di concentrazione de sti giorni appena appena piovosi (che bel rumore sta ceppa, oserei dire) piumino, cane, siga, l’Allevi, gradevole, leggera, pasticciona, mi garba sempre, alla fin fine.

Alessia Gazzola – Una lunga estate crudele

Lazzìa

Jean Cristophe Grangé, Il giuramento

10959843_10206242894499942_2548293366625070264_n

Pre-embolo:
v’ho chiesto un consiglio, me l’avete dato e adesso vi tocca.
Come dice mamma mia, nessuna buona azione resterà impunita.

Embolo:
Jean Cristophe Grangé, Il giuramento
Il titolo originale in francese è Les serment des limbes, il giuramento del limbo, perché limbo in francese è plurale
e questo qualcosa significa. Perché mica c’è un limbo solo. C’è ne é uno in salita ed uno in discesa, sempre che
si possa far impunemente una topografia dell’aldilà. Vojo dì, dopo Dante e Santa Romana Chiesa. Insomma, ci siamo capiti.
Sta di fatto che questo il libro vi propone: un bel bivio nel limbo, da una parte o dall’altra. Luce bianca o luce rossa.
Pare Matrix. E invece è L’esorcista: con l’insonnia, le Legioni, Pazuzu e tutto il resto.
Perché dai “limbi” qualcuno torna: vuoi perché
di morire voglia proprio non aveva, vuoi perché uno stronzo di medico terapeuticamente accanito lo trovi sempre, vuoi perché si è
trovato un sanpietrino di merda nelle mutande, scorgendo, alla fine del tunnel, la luce sbajata. Rossa, ma rossa.
E torna incazzato dibbrutto, credete a mmé.
Insomma, ci stanno ‘sti due ragazzini, amici amici che manco Uhlman, e tanto ferventi credenti ma ‘na passione che devono diventare papi e santi e invece no.
Invece, restano amici ma decidono che farsi preti è troppo comodo e allora in Africa, in Bosnia e poi poliziotti per le strade di Parigi.
Che il Male si combatte a sganassoni e pallottole, mica in sottana.
Giusto.
Solo che il male ammazza e ammazza male.

Prognosi:
Grangé scrive bene, letteratura bassa, di consumo che si consuma bene.
En plus: è cinematografaro e si legge, ogni pagina è sceneggiata e scenografata a mestiere.
Riferimenti cine: L’esorcista, Il silenzio degli innocenti, Il nome della Rosa, Seven.
Vi dovrebbe piacere.
Anzi, vi è già piaciuto: me lo avete consigliato voi…

Fabrizio Vecchia

4992752955 (1)