Non dire una parola, Andrew Klavan

klavan

Non dire una parola – Andrew Klavan

Pertanto, avendo trovato il titulo del famoso libro prestato e mai più tornato alla casa e avendo altresì rintracciato il nome dell’autore ecco che ho fatto la prova, vediamo se quel tot di suspense che avevo trovato dillà lo ritrovo anche diqquà. Che io talvolta mi immolo per la causa, si sappia(Delillo umammà!). Ebbene l’Andrea non fu diludente. Oh, e mica il tesoro dell’isola sperduta, intendiamocivici. Epperò daje, un onestissimo trillerone co tanto di psichiatra, relativi pazienti, rapimenti, mortammazzati, splatterini (ma brava me, se non so esaggerati li areggo). Che ogni tanto un trillerone ci sta come il pecorino sull’amatriciana. Daje.

Lazzìa

F. Paul Wilson, Il riparatore

riparatore

Normalmente non amo racconti che contemplino dei “demoni”, preferisco che alla fine ci sia una spiegazione logica o quasi. In questo caso, però, faccio un’eccezione. Il libro è vecchiottto e’ scritto nel 1983, ma il racconto è scritto in maniera scorrevole, e il suo personaggio principale Jack “il ripatratore” (non di frigoriferi ma di torti, ingiustizie ecc..) ti coinvolge dalle prime pagine. E’ un po come Jack Reacher (penso che a Lorenza Inquisition possa piacere) ma meno propenso ad usare mezzi legali. Il suo fine è sempre fare bene a qualcuno (magari al suo cliente) e combatte contro questi “demoni” e il suo custode umano fino all’apoteosi finale, pur cercando di condurre parallelamente una vita normale. Ho voluto dare solo accenni al racconto per non togliere gusto a chi voglia leggerlo, per quanto mi riguarda ho già acquistato il secondo libro “l’eredità” sperando che sia ugualmente accattivante. Buona lettura a tutti!

giancarlo zeppa