Paolo Vites – Backstage pass #paolovites

vitesNon ho molto tempo per aggiornare la lista, ma leggo, eh, oh, sì, che leggo…
E questo l’ho letto di un fiato. I ricordi di un narratore musicale, che rivive i concerti a cui ha assistito e che gli hanno cambiato la vita, mettendoci moltissima vita, sincerità, energia e passione.
Molti artisti sono amati anche da me, lo ammetto. Questo è uno dei motivi per cui mi sono ritrovata nelle righe dei racconti; giovanissima, alla scoperta della verità del rock and roll, più matura, ad accusare i colpi bassi della vita; e anche ora, sempre alla ricerca di quel brivido in più, che solo un live sa dare.
Le pagine su Springsteen a Milano, 1985, sono incredibili. Un flash back che è soprattutto un flash, che illumina di senso quello che forse, a quell’epoca, vivevamo senza pensarci troppo.
Quelle su Cave, o su Young, quelle su Patti Smith, stanano pensieri che sapevo di custodire dentro di me, ma che fanno un altro effetto, letti nero su bianco.
Per amanti della musica, ma anche, e soprattutto, della scrittura diretta e sincera.

Lalab

DESCRIZIONE

Paolo Vites, giornalista musicale da circa 25 anni, ne ha visti di concerti. Dai primi, a fine anni 70, quando la musica dal vivo tornò a essere celebrata dopo una stagione di molotov e autoriduzioni, a oggi. Dagli stadi ai piccoli club, dalle capitali europee ai paesini della provincia, da Bruce Springsteen agli esordienti, spesso con incontri backstage e avventure degne di un Hunter Thompson. Ecco perché il libro si intitola “sulla strada con il Good Doctor, in tributo al grande maestro del giornalismo gonzo. Perché Paolo Vites pur amando la musica come una religione – le canzoni sono le mie preghiere dice spesso – mantiene un tono ironico, mai pretenzioso, spesso autocritico per raccontare la musica che ama.

Questo libro è l’ideale seguito di quello pubblicato nel 2011 (Un sentiero verso le stelle, sulla strada con Bob Dylan, Pacini Editore) dove venivano raccontati alcuni delle dozzine di concerti visti di Bob Dylan, sua prima e massima passione. Adesso lo scenario si allarga: dalla fine degli anni 70 fino a oggi. Qualche nome? David Bromberg, Francesco Guccini, Crosby, Stills, Nash, Neil Young, Springsteen, Nick Cave, Kris Kristofferson, The National, WilcoLeonard Cohen. Ogni concerto una avventura indimenticabile, al limite della sopravvivenza. Scritto nel sangue.

Billie Holiday – La signora canta il blues #BillieHoliday

billie

Dunque, riflettiamo…

Sontuosi tappeti di velluto rosso accolgono, in questo nostro tempo, tronfi cantanti adenoidei convinti della propria immortalità. Ovazioni trionfali acclamano imbarazzanti pupazzi canori che considerano il talento così come alcuni considerano le frecce dell’auto: un optional.

Lei, in quell’altro tempo, per poter salire su un palco era costretta ad aspettare chiusa dentro un’auto, in un vicolo dietro il teatro, che i cantanti bianchi finissero la loro esibizione.

Lei, benedetta da una voce come nessuno. Maledetta da una vita di povertà e di violenza, coraggiosa prostituta bambina. Così battagliera e così pronta a distruggersi, così grande e fragile e troppe volte in mezzo alla polvere.

Sarà anche romanzata questa biografia, sarà anche esasperata in certe parti, magari un po’ falsa là dove dice “troppo emozionata per cantare” invece di dire “fatta persa senza pietà”. Ma non dite che non la leggerete perchè parla di jazz. Sarebbe un torto enorme ad una donna in tanti modi straordinaria che tra altri cento anni sarà ancora leggenda (e i cantanti adenoidei, ti prego Dio, no!).
Vieni avanti, Lady Day, scendi dall’auto, metti una gardenia tra i capelli, sali sul palco e fai vedere al mondo cos’è il talento. Perchè “nessuno canta la parola fame e la parola amore come le canto io”.

ANNA LITTLEMAX MASSIMINO

Billie-Holiday

DESCRIZIONE

“La mamma e il babbo erano ancora due ragazzi quando si sposarono. Lui aveva diciott’anni, lei sedici, io tre”. Dagli slums di Baltimora ai café society di New York, dagli studi di registrazione alle galere americane, dalla violenza del razzismo subìto all’affrancamento ottenuto attraverso il successo nel mondo dello spettacolo, dalle frequentazioni eccellenti all’inferno della dipendenza dalla droga, Billie Holiday insegue sempre un sogno di dignità umana, di qualità dell’esistenza puntualmente contraddetto dalla realtà. L’unico ambito in cui questa fatica di vivere e di combattere trova sublime compimento è la musica, e tutto il mondo sa quanto la voce di Billie Holiday testimoni vertigini di sensibilità che vanno oltre le canzoni.