Italo Calvino, Le città invisibili

untitled Ho iniziato questo libro un pò x caso nelle vacanze di natale. Finito questa sera non perchè non fosse bello ma perchè è un libro che volevo tenere con me il più a lungo possibile. Citta’ dai nomi di donna legate alla memoria, al cielo, agli scambi, ai segni, ai desideri,ai nomi, ai morti; citta’ sottili, nascoste,continue. Sono piccole descrizioni che quasi sempre stupiscono, spiazzano, disorientano il lettore. Ho viaggiato attraverso citta’ sconosciute ma che in realtá ho visitato mille volte perchè ognuna di esse è una citta’ che abbiamo visto, conosciuto e toccato. E poi ci sono Marco Polo e il Kublai Kan che x tutto il libro spaziano tra riflessioni e meravigliosi dialoghi. Un libro affascinante, evocativo, scritto in maniera magistrale e semplicemente geniale!

Nina Rossi

Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta

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Per la serie “libri-importanti-che-non-avevo-mai-letto”, Il giorno della civetta di Sciascia. Come dice la quarta di copertina “il primo e il più grande fra i romanzi che raccontano la mafia”. Il libro di Sciascia è tutto nella battuta di uno dei personaggi, testimoni oculari di un omicidio. Alla domanda del maresciallo che gli chiede “Chi ha sparato?” il tizio risponde meravigliato “Perché? Hanno sparato?”. Straordinario, stelline a volontà. E, fatto non secondario che apprezzerà il nostro Andrea Sartorati, è un libretto di cento pagine che si legge in un amen.

Anna LittleMax Massimino