Giuseppe Dessì, Paese d’ombre

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Ho appena finito di leggere “Paese d’ombre”, romanzo del 1972 con il quale Giuseppe Dessí vinse il Premio Strega lo stesso anno. Il libro racconta di un paesino della Sardegna agli albori dell’Unitá d’Italia attraverso il vissuto del protagonista, Angelo Uras. Tra realtá storica e finzione romantica (il paesino altro non é che Villacidro, capoluogo della provincia del medio Campidano, dove ho trascorso l’infanzia) la vicenda si snoda tra le vite dei personaggi che vanno avanti con le loro regole immutate nel tempo in una particolare fase di transizione storica dove un mondo antico fatto di tradizioni vecchie di secoli andava dissolvendosi verso un futuro incerto. Mi é piaciuto moltissimo, alcuni passi sono davvero commoventi ed é incredibile la capacità descrittiva di Dessí che riesce a catapultare il lettore tra le viuzze del paesino con i suoi rumori e profumi.

 Igor Mario Medved

Se la vita che salvi è la tua, Fabio Geda

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Ho comprato questo libro per caso, attratta dal titolo, pur senza conoscere l’autore (mea culpa!). Devo dire che pur nella sua brevità (circa 230 pagg.) affronta differenti tematiche. È la storia di un uomo di 37 anni, un insegnante precario di arte e disegno, sposato con una logopedista in carriera, frustrata dalla difficoltà di concepire un figlio. In relazione alle conseguenze psicologiche e comportamentali dell’ennesimo aborto lui decide di “prendersi una pausa” da lei, da loro, dai genitori di lei, dal lavoro. In questo viaggio sperimenta la miseria ma anche l’infinita ricchezza dell’umanità varia che incontra, attraverso cui capisce che “casa” é altrove e per raggiungerla ed essere accolto nel suo caldo abbraccio, come il “figliol prodigo” nella rappresentazione di Rembrandt, è disposto a tutto. 8/10.

Francesca Ogana