Alessandro Baricco, La sposa giovane

Oh, ma come è bravo a giocare con le parole, e a specchiarsi nel riflesso del suo stile.
ma io cerco un messaggio, e non è vero che ci sia, ma nascosto.
non c’è, semplicemente.

baricco

la sposa è una borghese bigotta, che condanna gli altri per la perdita dell’innocenza, che aspetta il principe industriale azzurro come nella migliore tradizione ottocentesca tracimata nelle soap operas.
è una figura che non riesce a farmi entrare in empatia con lei. o forse è baricco che la tiene a distanza.
e quel sesso, vero che è difficile da scrivere, ma così è algido, asettico, quasi anatomico, senza il minimo segno di partecipazione, di compassione, nemmeno con lo zio, nemmeno con se stessa.
è forse più erotica la descrizione della morte del padre, povero cristo alla ricerca della luce, anche se non credo che baricco volesse cercare quell’effetto lì.

però, ah, come è bravo a giocare con le parole. quale aura magica e snob, alla d’annunzio, che titillava i gusti delle signore lettrici con un eros satin, con ambienti ricchi e raffinati, con personalità superomistiche, nel senso di una vuota bizzarria.

baricco è uno stregone che avvince con le spire delle sue frasi perfette, ma poi, puf!, l’incantesimo svanisce. e il lettore si chiede, bene, ma cosa ha voluto DAVVERO dire?

credo non abbia voluto dire nulla di diverso se non oh come sono bravo…

Di Baricco ho pervicacemente letto tutto. di ogni suo libro mi porto via qualcosa. questa volta, è la lussureggiante aggettivazione, un piacere per l’occhio, anche se non scende al cuore.

Lalab Bianchi

La bellezza nonostante – Fabio Geda #fabiogeda

labellezza

Questo è un breve, toccante monologo: un maestro che ha insegnato per trent’anni in un carcere minorile, inziando quasi per caso a trattare i ragazzi disagiati, e poi la sua lotta convinta, giorno dopo giorno dopo anno dopo anno, per portare a quei ragazzi, dietro quelle sbarre, non solo cultura ma anche un po’ di speranza. La bellezza nonostante è nonostante tutto: il carcere, le sue brutture, la violenza, e l’assenza di libertà, questo è il messaggio da veicolare ai giovani. C’è anche un tratto interessante, la necessità di inventarsi un metodo di insegnamento, il dover cogliere l’attimo, quello che il narratore chiama la didattica istantanea, perché può arrivare un rinnovo della pena o la scarcerazione, l’allievo carcerato oggi c’è e domani chissà, si deve veicolare il massimo possibile nel minimo tempo previsto.

C’è anche un interessante contenuto extra, un lavoro multimediale, scaricabile dal sito di Inaudita con un codice inserito nel libro, che collegandosi al sito della casa editrice permette di scaricare, il file audio Per voce sola: 20 minuti di storie, raccontate in prima persona dai ragazzi della Montagnola.

Lorenza Inquisition