Eccomi – Jonathan Safran Foer #Eccomi #JonathanSafranFoer

«Io volevo scrivere un libro su tutto». Ed effettivamente in Eccomi c’è tutto: c’è l’amore e c’è il tradimento, c’è la fede e c’è il disincanto, c’è la paura e c’è il coraggio, c’è l’umanità e c’è la tecnologia, c’è l’umorismo e c’è la tragedia, c’è la saggezza e c’è la mediocrità.

FoerECCOMI-04.inddFoer sa scrivere da dio. E lui lo sa e si piace. 700 e rotte pagine di dialoghi interminabili tra i componenti di una famiglia in crisi. Sullo sfondo una futuribile invasione di Isdraele reso debole da un pauroso terremoto. E’ un immane affresco in cui l’autore dipinge nevrosi, idiosincrasie, meschinità e paure della middle class americana, la borghesia bianca, colta, di origine ebraica, newyorchese, la classe culturalmente dominante negli Stati Uniti. E’ che io dei figli che ragionano e parlano in quel modo proprio non li vorrei. Mi fanno orrore. Il Nostro dà l’impressione di essersi fatto prendere la mano nel tentativo di scrivere l’opera definitiva. Sarà che prima di questo avevo letto uno dei rari Fante che mancavano all’appello e che sanno prenderti a schiaffoni in maniera formidabile e priva di fronzoli. Voto 5 di stima (a Foer). Insomma per raccontare tutto, forse non si deve raccontare proprio “tutto”.

Pier

Jonathan Safran Foer – Eccomi #JonathanSafranFoer #Eccomi

Eccomi – il titolo riprende le parole pronunciate da Abramo nella Genesi, quando Dio gli ordina di sacrificare suo figlio Isacco (per l’appunto «Here I am», cioè «Eccomi», «Sono qui»).

prova-due-immaginiFinito. Difficile spiegare questa opera immensa in cui c’è tutto e il contrario di tutto, l’amore, la famiglia, la religione; vi si parla di Bar Mitzvah, Olocausto, Sionismo, di un terremoto in Israele e di una possibile guerra, di divorzio, di Israele, della zona nord di Northwest (uno dei quadranti in cui è suddivisa Washington) e di sexting, ma soprattutto della ricerca della (impossibile?) felicità e l’abisso fra quello che vorremmo essere e fare, e quella che è la nostra vita reale.
Questa è la parte che mi ha intrigato di più, l’incapacità dei protagonisti di vivere… Lunghissimo, forse eccessivo, ma davvero merita.

Silvana Battaglioli

DESCRIZIONE

Ambientata a Washington durante quattro, convulse settimane, “Eccomi” è la storia di una famiglia in crisi. Mentre Jacob, Julia e i loro tre figli sono costretti a confrontarsi con la distanza tra la vita che desiderano e quella che si trovano a vivere, arrivano da Israele alcuni parenti in visita. I tradimenti coniugali veri o presunti, le frustrazioni professionali, le ribellioni adolescenziali e le domande esistenziali dei figli, i pensieri suicidi del nonno, la malattia del cane: tutto per Jacob e Julia rimane come sospeso quando un forte terremoto colpisce il Medio Oriente, innescando una serie di reazioni a catena che portano all’invasione dello stato di Israele. Di fronte a questo scenario inatteso, tutti sono costretti a confrontarsi con scelte a cui non erano preparati, e a interrogarsi sul significato della parola casa.