Joe R. Lansdale – Una Stagione Selvaggia #Hap&Leo #JoeRLansdale

– Non rimarremo impantanati, Leonard. Siamo i re del mondo. Facciamo quello che ci pare quando ci pare.
– Giusto.

joel

In occasione dell’uscita di Honky Tonk Samurai, nuovo capitolo della saga dedicata ad Hap & Leonard di Joe R. Lansdale, ho deciso che era giunto il tempo di rileggermeli in fila, quindi scusatemi se per qualche settimana sarò ripetitivo, ma è come quando si esce con dei vecchi amici che non vedi da un po’, si ricordano le stesse storie, si beve, si ride e si piange anche ma si sta tanto bene.
Molti di voi lo conoscono già e lo apprezzano, altri invece non lo trovano così imprescindibile come me, per chi non lo conoscesse io dico solo: dategli una chance.
Una Stagione Selvaggia non è il migliore del lotto, il meglio lo ha dato dal secondo al quarto episodio, tuttavia ci sono dei grandi momenti e dialoghi pure qui.

massimo arena

DESCRIZIONE

Una bionda esplosiva che torna dal passato; un milione di dollari sporchi da recuperare nel letto di un fiume ghiacciato; una strana banda di spostati che non hanno perso la voglia di cambiare il mondo; gli anni Sessanta che tornano, ma con i loro sogni trasformati in incubi: con questo romanzo irrompono sulla scena letteraria Hap e Leonard, la strana coppia di detective protagonisti della fortunata serie creata da Joe Lansdale.

Hap ha rinunciato da tempo a salvare il mondo: la sua unica preoccupazione è vivere tranquillo, tra chiacchiere oziose e interminabili bevute con l’inseparabile Leonard. Ma il grande sogno degli anni Sessanta gli è rimasto incollato addosso perché non ha mai dimenticato Trudy, la bionda con cui aveva giocato a fare la rivoluzione. Quando Trudy ricompare nella sua vita, chiedendogli di recuperare il bottino di una rapina in banca, accetta l’incarico finendo però a capofitto in una spirale di violenza alla quale potrà sottrarsi soltanto con l’aiuto di Leonard. Quei soldi fanno gola a molti, e c’è chi è disposto a tutto pur di non dover dividere il malloppo…
Lansdale accompagna il lettore tra paludi melmose e palazzi fatiscenti, ormai accerchiati dalla nuova America dei centri commerciali e degli immensi parcheggi di cemento. E già dispensa a piene mani quel misto di umorismo sardonico e sottile nostalgia, di idealismo e disillusione che ha fatto di Hap Collins e Leonard Pine una coppia di detective tra le piú affascinanti e amate degli ultimi anni.

Joe R. Lansdale – Mucho Mojo, seriamente c’è ancora qualcuno al mondo che non ha letto Hap&Leo?

« Arrivammo all’albero bottiglia e restammo a guardare le macerie annerite e fumanti della casa.

Mucho mojo,” disse Florida.
“Cosa?”
“Molta magia cattiva”, tradusse lei. “La casa dei vostri vicini era mucho mojo. Ne parlava sempre mia nonna. Mojo è un termine africano per magia”.
“Credevo significasse sesso”, dissi.
“Perché ascolti la musica blues”, disse lei. “Sì, è il sesso, o gli organi sessuali. Ma in una accezione più larga. Cioè il sesso è una specie di magia. Mojo significa magia. Mia nonna sapeva un po’ di spagnolo, e quando le cose andavano male, diceva mucho mojo. Mucho in spagnolo sta per molto. Mojo in africano per magia. Però lei intendeva dire magia cattiva. Per lei mojo è sempre stato un termine negativo”. »

Lansdale-Mucho-mojo

Secondo episodio della saga di Hap e Leonard e qui si vola su altissimi livelli: questa volta i due, trasferitisi temporaneamente nella parte ‘nera’ della città, dovranno affrontare una storia raccapricciante di sparizione di bambini e intanto troveranno anche il tempo di occuparsi dello spaccio di droga di zona per cui la polizia non può fare nulla e anche di dare una sistematina alla veranda di una simpatica novantacinquenne.
Tutto condito dai alcuni dei dialoghi più irresistibili di sempre. Libro che alterna diversi stili narrativi, destreggiandosi dal classico giallo/thriller al poliziesco, il tutto condito con sprazzi di pura comicità e ironia.
Trama abbastanza lineare, ma a farla da padrone è la straordinaria caratterizzazione dei due protagonisti ossia Hap e Leonard, due amici che scelgono di investigare su una macabra scoperta ossia il ritrovamento, durante la sistemazione della casa avuta in eredità da uno zio, di un piccolo scheletro, verosimilmente di un bambino.
I dialoghi sono al vetriolo e, in diversi punti le battute fra i due e fra gli altri personaggi della storia risultano irresistibili tanto da farci affezionare a loro fino la soluzione del caso per poi farcene sentire la mancanza.

Questo è il Lansdale dei tempi d’oro.

massimo arena

– Francamente, Leonard, penso che qui ci voglia una citazione dalla Bibbia. ‘Non giudicare se non vuoi essere giudicato’. Più o meno.
– Già. Be’, ho una citazione anch’io. ‘Se decidi di prenderlo in culo, lo prenderai in culo’.
– In quale Bibbia si trova?
– La Bibbia di Leonard.