Lorenza Inquisition 2017

140. Tra me e il mondo – Coates Ta-Nehisi
139. New York è una finestra senza tende – Paolo Cognetti
138. Sleeping beauties – Stephen & Owen King
137. The dead lake – Hamid Ismailov
136. Love, the dark side, the light side – Renee Dixon
135. Born to run – Bruce Springsteen
134. Death of a salesman – Arthur Miller
133. La morte a Venezia – Thomas Mann
132. The remains of the day – Kazuo Ishiguro
131. Romeo and Giuliet – William Shakespeare
130. Cion Cion Blu – Pinin Carpi
129. Casa Howard – E. M. Foster
128. 100 Racconti, Autoantologia – Ray Bradbury
127. Fragile things – Neil Gaiman
126. L’impero del sole – J. G. Ballard
125. Timbuktu, A novel – Paul Auster
124. Racconti – Henry Lawson
123. I quaranta giorni del Mussa Dagh – Franz Werfel
122. Cronaca di una morte annunciata – G.Garcia Marquez
121. Storia della mia gente – Edoardo Nesi
120. La vedova Van Gogh – Camilo Sanchez
119. Lincoln nel Bardo – George Saunders
118. La masseria delle allodole – Antonia Arslan
117. It – Stephen King
116. Stalking the angel – Robert Crais
115. The two minute rule – Robert Crais
114. The shining – Stephen King
113. The mountain between us – Charles Martin
112. Molto forte, incredibilmente vicino – Jonathan Safran Foer
111. The monkey’s raincoat – Robert Crais
110. The promise – Robert Crais
109. L’età dell’innocenza – Edith Wharton
108. L’incendiaria – Stephen King
107. The forgotten man – Robert Crais
106. Christine – Stephen King
105. Zazie nel metro – Raymond Queneau
104. The last detective – Robert Crais
103. Suspect – Robert Crais
102. The first rule – Robert Crais
101. The watchman – Robert Crais
100. La zona morta – Stephen King
99. The dome – Stephen King
98. Comma 22 – Joseph Heller
97. La parola immaginata – Anna Maria Testa
96. Meditazioni – Marco Aurelio
95. Un gioco da bambini – J. G. Ballard
94. Mille splendidi soli – Khaled Hosseini
93. Tutti i racconti – Katherine Mansfield
92. Murder in the Cathedral – T.S. Eliot
91. On Chesil Beach – Ian McEwan
90. La luna e sei soldi – W. Somerset Maugham
89. Nastri – Stefano Solventi
88. Sostiene Pereira – Antonio Tabucchi
87. Noi siamo infinito – Stephen Chbosky
86. King Lear – William Shakespeare
85. Macbeth – William Shakespeare
84. Electric Kool-Aid Acid Test – Tom Wolfe
83. Complete stories – Dorothy Parker
82. L’origine delle specie – Charles Darwin
81. Camille – Pierre Lemaitre
80. Tre volte all’alba – Alessandro Baricco
79. L’opera struggente di un formidabile genio – Dave Eggers
78. Strane creature – Tracy Chevalier
77. Bad luck and trouble – Lee Child
76. Free fall – Robert Crais
75. Un cigno selvatico – Michael Cunningham
74. 61 hours – Lee Child
73. Sudden prey – John Sandford
72. Le notti bianche – Fedor Dostoevskji
71. The enemy – Lee Child
70. One shot – Lee Child
69. The Paris wife – Paula McLain
68. Winter prey – John Sandford
67. The drop – Michael Connelly
66. City of bones – Michael Connelly
65. The reversal – Michael Connelly
64. 9 dragons – Michael Connelly
63. The brass verdict – Michael Connelly
62. The overlook – Michael Connelly
61. Echo park – Michael Connelly
60. The closers – Michael Connelly
59. Driving Miss Daisy – Alfred Uhry
58. Echo burning – Lee Child
57. Personal – Lee Child
56. Fiesta – Ernest Hemingway
55. A moveable feast – Ernest Hemingway
54. La camera azzurra – Georges Simenon
53. Sherlock Holmes in Italia – AAVV
52. Persuasion – Jane Austen
51. Pride and prejudice – Jane Austen
50. Frederica – Georgette Heyer
49. Ghost run – J. L. Bourne
48. Il cinema ve lo imparo io – E.A. Cameriere
47. Shattered hourglass – J.L. Bourne
46. Rot & ruin – Jonathan Maberry
45. Ogni passione spenta – Vita Sackville-West
44. Aspettando Bojangles – Olivier Bourdeaut
43. Dead in red – L.L. Bartlett
42. Murder on the mind – L.L. Bartlett
41. L’invasione dei morti viventi – Antologia di racconti zombie – AAVV
40. Deadland rising – Rachel Aukes
39. Deadland’s harvest – Rachel Aukes
38. 100 Days in Deadland – Rachel Aukes
37. The first days – Rhiannon Frater
36. Moby Dick e altri racconti – Alessandro Sesto
35. Dead or night – Jonathan Maberry
34. Beyond exile – J.L. Bourne
33. Day by day Armageddon – J.L. Bourne
32. I’m with the band – Pamela Des Barres
31. The woman on the Orient-Express – Lindsay Jayne Ashford
30. Elisabetta, l’ultima regina – Vittorio Sabadin
29. The hating game – Sally Thorne
28. Truth or beard – Penny Reid
27. A streetcar named desire – Tennessee Williams
26. Via col vento – Margaret Mitchell
25. The life we bury – Allen Eskens
24. Life – Keith Richards
23. I signori del silicio – Evgeny Morozov
22. Il tribunale delle anime – Donato Carrisi
21. Il pastore d’Islanda – Gunnar Gunnarsson
20. Il bacio della donna ragno – Manuel Puig
19. Nel mare ci sono i coccodrilli – Fabio Geda
18. Le correzioni – Jonathan Franzen
17. Avevano spento anche la luna – Ruta Sepetys
16. On black sisters street – Chika Unigwe
15. Colazione da Tiffany – Truman Capote
14. Quando siete felici, fateci caso – Kurt Vonnegut
13. Eventide – Kent Haruf
12. Mentre morivo – William Faulkner
11. Short stories – Chingiz Aitmatov
10. The art of war – Sun Tzu
9. Magellano – Stefan Zweig
8. American gods – Neil Gaiman
7. Maria di Isili – Cristian Mannu
6. The complete stories of Truman Capote
5. The pearl – John Steinbeck
4. Richard III – William Shakespeare
3. Cinque indagini romane per Rocco Schiavone – Antonio Manzini
2. Spinoza: la crisi è finita e altri racconti fantastici
1. Tu, mio – Erri De Luca

Shantaram – Gregory David Roberts #shantaram #gregorydavidroberts #recensione

Qeusta è una recensione vecchia che ho dovuto ricicciare per farla leggere a due amiche che parlavano bene di Shantaram. Sciagurate! Intanto che la ricicciavo si è cancellato il vecchio post, e quindi la ripubblico, infatti era bellissima 😛

Ci sono libri che riscuotono oceani di consensi, lettori che si strappano le vesti e gridano al miracolo, scrittori gggiovani e alessie marcuzzie che fanno a gara per parlare del fortunato autore. Sono quei libri che o li ami o li detesti, non c’è via di mezzo. Nel mio posto dell’anima (de li mejo) andiamo a indovinare dove mi si piazza il gregory david roberts con la sua opra. Shantaram è un malloppone di 1000 pagine circa, un uber mega best seller del 2003 che è piaciuto a tutti, di cui si sono contesi a schiaffoni i diritti Johnny Depp e Russell Crowe, che narra le avventure di un galeotto, condannato per una serie di rapine a mano armata e narcotraffico, che evade dalla prigione australiana in cui è detenuto, e arriva a Bombay nei primi anni ’80. Qui si immerge nella malavita locale, apre una specie di clinica gratuita negli slums per i poveracci pur non essendo un dottore nè avendo mai studiato medicina (vabbè dai che ci vorrà mai), diventa il figlioccio bello di un signore mafioso, e generalmente con la sua stupendezza e intelligenza passa di avventura in avventura per 10 anni (il protagonista, avrete intuito, è di rara antipatia, narra in prima persona, è superconvinto e se la tirella). L’autore ha fatto la sua fortuna spacciando il malloppone come il romanzo della sua vita, anche se varie persone coinvolte hanno più volte dichiarato che metà delle cose raccontate non sono accadute, o sono successe ad altri, o non è proprio andata così e comunque chissenefrega. Ora, tutto questo a me importa relativamente. Leggo perchè mi piace, e se la storia è avvincente e scritta bene, non mi interessa se l’autore è un minchionazzo o si ddddhroga o arriva sempre in ritardo agli appuntamenti o vota trump. A me interessano due cose: prima di tutto, se scrivi un libro di 1.000 pagine, e non sei Stephen King o Victor Hugo o Tolstoj, la storia deve scorrere come una littorina ai tempi del mascellone, non avere tempi morti, poche riflessioni se non sai scrivere, e poche -MA POCHE- ciance. E seconda cosa, se scrivi un malloppone di 1.000 pagine e non sei King o Hugo o Tolstoj, sei proprio sicuro, ma sicuro sicuro sicuro, che servano tutte e mille, ste pagine? c’hai pensato bene? no perchè. Sicuro? Ecco. Shantaram è innanzitutto -purtroppo- un libro lunghissimo, e si sente. E’ un’opera prima, e in fondo si possono perdonare tante cose, ma quello che è davvero grave è che un editor abbia permesso di spalmare questa totale evanescenza per mille pagine. Dovrebbe essere in primis un romanzo di avventura, un feuilletton mega fantastico di rocambolesche cose che capitano a Bombay, una roba che scorre come un fiume in piena travolgendoti, e invece per la maggior parte è un fiumiciattolo lentissimo di riflessioni new age e cattiva scrittura che ti tirano fuori dalla storia, e ciò a me irrita e mi fa venire il nervoso e non ci siamo. La cosa peggiore del libro, comunque, sono le perle di filosofia spiccia che l’autore sente di doverci proporre a mazzi in ogni capitolo, ma la banalità di quello che riesce a tirar fuori, signora mia, non ve lo potete immaginare. Ci sono poi degli stereotipi nei personaggi (tutte le donne sono uber gnocche, c’hanno tutte l’occhio tenebroso e il passato arcano e parlano solo per frasi a effetto, e poi misteriosissime che però lui le guarda due minuti e le ha già inquadrate e TAAAAC snocciolamento di banalità filosofica), l’India è piena di poveri miserrimi però puliti e integri e generosi e quindi vi faccio un paio di pretenziose riflessioni di vita anche su ciò, i mafiosi sono delinquenti occhei ma però ci hanno un loro codice morale e chi siamo noi per giudicare e quindi vi ammollo due tre frasi filosofiche che ho giustappunto appena partorito che un saggio eremita tibetano mi spiccia casa, a me. In tutta questa abissale sofferenza scrittoria, devo però dire onestamente che ci sono anche momenti davvero evocativi, che sono poi quelli che ti spingono a resistere per tutta la mappazza. Innanzitutto Roberts ci porta piano piano (pure troppo, vabbè) alla scoperta delle sue varie Indie: prima quella degli occidentali che si trasferiscono per fare fortuna e i loro intrighi, maneggi, perversioni; poi, grazie al suo amico indiano, Prabaker, un grande personaggio, si entra nella vera India, quella dei locali che ci nascono e vivono, e infine si sprofonda nell’India più misera, quella degli slums e delle baraccopoli di Bombay. E’ qui che il protagonista diventa indiano scrollandosi di dosso l’Occidente, vivendo alla pari coi miserabili e i reietti, condividendone la miseria, le difficoltà ma anche la gioia, la comunione, la vera generosità di chi pur non avendo niente, sceglie di condividere il poco che può. C’è anche tutta una parte di redenzione umana nel momento in cui il nostro va a vivere in campagna per qualche settimana, dove scopre il semplice piacere di esistere lavorando la terra e capisce che il duro lavoro e i semi che germogliano sono tutto ciò che possiedi e nulla può aiutarti ad affrontare la fame e la paura del male se non la gioia silenziosa che Dio infonde nelle cose che sbocciano e crescono perchè Lui vede e provvede. Insomma zappa la terra e sii sereno. Ha un suo perchè. Ok, si poteva rendere in meno di novantaduemilatrecentosei parole, ma va bene. Qui comunque siamo solo tipo a pagina 192. Ne mancano uno sbirillione. E nulla ci verrà risparmiato in un enorme miscuglio di mattanze, torture, brutta scrittura, vero ammòre, sprazzi di filosofia à la Cosmopolitan, turpiloquio, azioni eroiche, autocompiacimento, agnizioni, e un altro cinquecentenaio di gran pezzi di riflessioni. Una sola cosa traspare onestamente, ed è l’assoluto amore che Roberts ha per l’India, ne è totalmente affascinato, e questa cosa essendo vera splende di vita propria, ti aggancia e ti fa innamorare a tua volta. Riesce anche, in alcuni punti, a farti riflettere su quello che è il tuo posto, come occidentale ma anche come essere umano, rispetto a una cultura e a un modo di vivere così lontani dai tuoi da risultare addirittura alieni, se non proprio ostili. C’è qualcosa nel modo in cui accetta senza troppi pregiudizi quel mondo, la gente, la lingua, il cibo, le usanze, un certo lasciarsi andare perchè il senso dell’essere in un altro mondo non è resistere ma provare ad accettarlo, per essere a propria volta accettati, che è davvero toccante. Però comunque rimane che non è legale far soffrire così laggente per mille pagine e quindi Roberts te avrai capito tutto dell’India e della crescita personale e soprattutto di come fare a vendere libri e perciò tanto di cappello però ti auguro una settimana di mal di panza e pantaloncini sudati sotto il sedere così andiamo in pari, e già so che stai pubblicando il seguito di Shantaram perchè mica sei scemo, però sistemalo un poco meglio, dai. Peggio non è che puoi fare, anche impegnandoti, penso. Lorenza Inquisition