Divergenze

divergent

Ho visto il film l’altro ieri, mi sono incuriosita e l’ho accattato, e finito. Mi è piaciuto, ma onestamente se avete più di 25 anni non è che sia proprio indispensabbile. E non è proprio neanche per ragazzi piccini, secondo me, è piuttosto crudo in certi punti, molto violento. Però se leggete parecchiamente e vi piace l’avventura, io fossi in voi me lo leggerei. Mi è piaciuta la protagonista, perchè è una tosta. E’ una trilogia (ma vaaa? ma dai), e mi sa che me li finisco. La storia è sempre quella, in un mondo DISTOPICO (l’unico momento in cui si può usare sta parola, vivaddio, è in queste recensioni) dopo le grandi guerre che sempre precedono la creazione di un mondo distopico, i saggi han ben pensato di dividere il mondo in 5 categorie umane, perchè chiederete?

Eh. Tipoooo perchè ogni categoria persegue una virtù dell’uomo, in tal mondo etichettando tutti per bene sarà impossibbilo deviare e lasciare che la natura umana faccia il suo corso, e cioè sfogare la propria bastardaggine innata. Quindi ci abbiamo i Felicini che son quelli che zappano la terra e vivono a contatto con la natura, gli Eruditi che studiano, i Candidi che dicono sempre la verità e quindi amministrano e studiano legge, gli Abneganti che perseguono l’altruismo e i Guerrieri che non è che proprio guerreggiano inquantocchè la guerra è reato grave e incostitusionale, ma difendono le frontiere. Da che? non si sa, c’è sempre una Frontiera, o una Barriera, e di là delle cose brutte. I guerrieri sono tosti, sono belli, vestono di pelle nera e sono tutti tatuati e rockenrolli. Già ci siamo capiti.

Verso i sedici anni tutti i giovinetti devono fare l’esame attitudinale per vedere in che categoria andranno a impacchettarsi per il resto della propria vita, ma possono anche scegliere di andare una delle Fazioni che preferiscono. Però non è che possono diventare membri cani e porci, c’è un periodo di apprendistato, e senza articolo 18. Se non passi l’apprendistato, vai a far parte dell’ultima Categoria presente, gli sfigati cronici, i Fuoricasta.

Siccome ogni ciambella è bella a mamma sua ma il buco è delle volte difficoltoso, ovviamente la nostra simpamica protagonista sedicenne quando deve far l’esame attitudinale scopre un segreto incredibile, e cioè che ogni tanto  nasce un bambino o bambina che non rientra in nessuna categoria, e sti fenomeni qua li chiamano Divergenti, e TOH PUTACASO lei risulta Divergente, ma non bisogna dirlo a nessuno, perchè eh perchè, perchè se sei strano e non etichettabile non va bene, vieni buttato per strada, e son cazzi tua. In realtà poi si scoprirà che i divergenti li ammazzano proprio, ma insomma un po’ se la vogliono, questi ribelli illiberticidi del cavolo, diciamolo.

Quindi col suo bravo Test falsato la nostra ammica decide di buttarsi nel gruppo dei Guerrieri, che sono dei fuori di testa malati di adrenalina cronici, e vedere se riesce a passare le 10 settimane di training selvaggio. EEEEqqqquindi abbiamo tutte le dieci settimane di addestramento, e la camerata, e le amicizie che si creano coi compagni, e la stanchezza fisica, e i muscoli che si sviluppano, e il sacco nel letto e anche peggio, e soprattutto l’istruttore severo ma giovane ma con grande senso dell’onore e anche pure gnocco. E insomma anche la gnoccaggine ha diritto a esprimersi tra le fazioni. Egnente la nostra eroina trova sè stessa non senza aver preso e dato un sacco di mazzate, sia fisiche che metaforiche, d’altra parte l’addestramento per i Guerrieri non è mica sport per signorine, trova l’ammòre, l’ammicizia e che bello, però trova anche tanto dolore e pure una specie di cliffhanger finale, e quest’èqqquanto. A me ripeto, è piaciuto. Avanti col secondo.

 

Stephen King, 10 racconti

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Racconti del Re, dicevamo. Dieci. Ah Ah Ah, dieci. Vabbè.
due dei migliori me li son già sfangati mettendoli nei libri (Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, e Il corpo)
Orbene ordunque ollallà.
1. La nebbia
2. La Cadillac di Dolan
Questi primi due per me sono perfetti. Perfetti. Trama, svolgimento, finale. Non una parola di troppo, personaggi resi benissimo (ma va, ma dai?), persino con la fine ci siamo, forse perchè non sono romanzi.
3. E hanno una band dell’altro mondo (perchè… perchè dai, vivere in quel paesino lì, alla fin fine…no? Sì ok, è un inferno. come uno degli Inferni di Dylan Dog, quand’era un fumetto serio. E se anche fosse? E’ un inferno, con tanto rock’n’roll. E cazzarola!)
4.Le cose che hanno lasciato indietro. Perchè è l’11 settembre visto da King, umanissimo.
5.Riding the bullett, passaggio per il nulla. Questa è una storia per tanti minore, insipida, poco paurosa. Per me ha sempre significato il perfetto angolo di senso di colpa nella relazione genitori/figli: li ami ma vuoi andartene da casa, te ne vai ma loro diventano vecchi e gli manchi, vivi la tua vita ma quando cominciano a invecchiare sul serio pensi a tutti gli anni persi. Per me, le risposte che da’ King sono molto buone, per lo meno, per me nel rapporto che ho sviluppato negli anni con la genitrice.
6. I langolieri. Piaciuto sempre: l’aereo nel nulla, la bambina cieca, il militare tosto, il pilota, il cattivo… e loro, che stanno arrivando a ripulire il passato. UUUH.
7.1922. E’ un racconto estremamente disturbante, non riesco a dimenticarlo. E’ quello (uno di quelli) coi topi. Ma a parte i topi (BLEAH) (e a me non fanno abitualmente impressione) è una storia che ti prende per le palle, per citare il Re in persona, e non ti lascia andare finchè non hai finito. comunque ci sono i topi. E fa paura. Non per tutti.
8. Big Driver. Una scrittrice timida che viene stuprata, e si vendica. OH se si vendica.
9. Un bel matrimonio. Con questo sono 3 su 4 di Notte buia niente stelle. Che dire, si vede che l’incidente gli ha dato una scossa positiva, mi piacciono tutti. Al di là del finale e dell’esecuzione… non vorrei mettere troppi particolari per chi ancora non l’ha letto…al di là di ciò, dicevo, mi piace per come riesce a descrivere due vite comuni, un matrimonio, un amore.
10. Ur. Questa è una novella scritta appositamente per il kindle (eeh, il marchettone). al di là della trama e della deriva (ma diciamo che chi ha letto la torre nera ehm ehm dovrebbe leggerlo) per me, come lettrice, ha una premessa perfetta: un professore di antico stampo decide di comprare un ebook reader e scopre con meraviglia e sommo gaudio che per un qualche motivo il suo lettore ha accesso a mondi infiniti, e quindi a OPERE infinite di scrittori: altri venti, trenta romanzi della Austen, di Hemingway, di Tolstoj, di chiunque… no dai, mi gira la testa alla sola idea.

Metto a parte come divertissement Il bicchiere della staffa. Perchè… beh, perchè potrebbe scrivere un racconto su Salem una volta all’anno e ogni sacrosanta catafottuta volta farebbe pisciar sotto chiunque. Amen.

Lorenza Inquisition