Haruki Murakami – Uomini senza donne

uomini
L’amico giappo stavolta mi ha lasciata poco soddisfatta. Non ho apprezzato molto questi racconti (menzione speciale, però, meritano “Kino” e “Uomini senza donne”. Questi due, o almeno una parte di essi, mi hanno raggiunto una serie di sentimenti ed emozioni particolari).
Il fatto è che mi sono resa conto dell’importanza della ‘storia’ nella mia lettura. Se questa è insignificante, o raccontata in maniera superficiale, allora il libro mi annoia. Questi racconti contengono storie poco interessanti, a mio parere: probabilmente perché cercano di veicolare un qualche tipo di messaggio profondo che non sono riuscita a cogliere bene (me ne sono accorta con quei due che invece ho apprezzato, proprio perché finalmente il messaggio per me era comprensibile e condiviso), e quindi la storia è rimasta in secondo piano per l’autore, ma non per me. Probabilmente, l’avessi letto in adolescenza, quando il tema dell’ammore (perduto, non corrisposto, inaridito……) mi era tanto caro, e ancora riuscivo a sostenere letture filosofiche/sentimentali/romantiche/profonde, me ne sarei innamorata.
Dunque io dico: leggerlo non fa male. Libriccino scorrevole, letto in due pomeriggi pigri, non toglie neanche tanto tempo.

martta loves

DESCRIZIONE

E se un demone dalle fattezze femminili facesse di tutto per venire a letto con noi? E se un marito decidesse di diventare amico dell’amante della moglie? E se Gregor Samsa si svegliasse una mattina trasformato in un essere umano? Sette storie d’amore e di mistero. Perché d’amore e mistero è fatta la vita, e nessuno sa raccontarla come Murakami Haruki.

«Se la letteratura fosse come la boxe, Murakami avrebbe il dono piú prezioso: la capacità di sferrare un colpo da ko quando l’avversario meno se lo aspetta».
«Corriere della Sera»

«Murakami Haruki ha la freschezza di chi narra il mondo ricominciando da capo e permettendosi infinite variazioni: non è uno scrittore, ma una serie di scrittori racchiusi in uno».
«la Repubblica»

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Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre con orrore di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e «mostruosa» condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un’enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos’altro di sconosciuto: il desiderio e l’erotismo visto con gli occhi nuovi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di «Shahrazad», è un uomo solo, confinato in una casa nella quale gli è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film… e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, proprio come faceva Shahrazad. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero. Ecco, è proprio questo che vive il lettore di Murakami: la sensazione di inoltrarsi in un altro universo, di essere «come una lavagna pulita con uno straccio umido, libero da preoccupazioni e brutti ricordi». Almeno fino alla storia successiva. Nove anni dopo I salici ciechi e la donna addormentata, Murakami Haruki regala ai suoi lettori una nuova raccolta di racconti, sette distillati della sua arte e dei suoi temi: il fantastico che irrompe nel quotidiano, la nostalgia per ciò che non è stato, ma soprattutto la ricerca della felicità tra uomini e donne.

La fine del mondo e il paese delle meraviglie – Murakami Haruki

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Finito trattenendo il respiro. A mettermi fretta è stato il mio ragazzo che, ascoltando il riassunto delle prime 50 pagine, mi ha incalzata “Vedi di finirlo prima di partire che questo me lo devi lasciare”.
In realtà la prima parte, quando ancora non si capisce una cippa, non mi ha acchiappata più di tanto. Vengono buttati lì ed accostati concetti futuristici ed elementi fantasy delicatini, del tutto irreali dall’inizio alla fine. Però ci sta. Quell’assurdità fantasiosa è intrigante. Senza contare che, da linguista, ho gustato sghignazzando il fatto che i cattivi si chiamino “Semiotici” (bahahah)
Insomma, ci sono gli unicorni e ci sono affascinanti meccanismi bio-informatici di crypting di dati. Insieme.
Ho trovato un po’ fastidiosa l’identità stilistica con 1Q84: ste due storie raccontate col contagocce, i parallelismi eccetera.
Però l’amico giappo si fa perdonare. La magia della storia sta nei misteri svelati a metà libro. E si trasforma in un libro fanta-scientifico (nel senso che Murakami conta sul fatto che nessuno di noi sia un neuroscienziato/neuropsicologo per ridercela a crepapelle delle sue spiegazioni) e introspettivo molto stimolante, da leggere tutto d’un fiato.
Però, mi è piaciuto di più 1Q84. “La fine del mondo e il paese delle meraviglie” non raggiunge gli stessi livelli di sogno magico che mi avevano fatto innamorare, ma comunque mi ha deliziata con la sua teoria psico-cyber-magico-elettronico-neuro-scientifica!

Martta Loves

La trama di La fine del mondo e il paese delle meraviglie è composta da due storie parallele che inizialmente non hanno nulla in comune, ma che da circa metà narrazione in poi prendono a convergere ed intrecciarsi sconfinando alla fine l’una nell’altra.

Il protagonista de La fine del mondo è un uomo appena arrivato in una città cinta da alte mura che impediscono agli abitanti di uscire, tenendoli al sicuro dal mondo esterno. L’uomo, che non ricorda nulla della sua vita passata, viene costretto a separarsi, come consuetudine per i nuovi residenti, dalla sua ombra e gli viene assegnato dal guardiano il compito di Lettore di sogni. Questo lavoro, svolto nella biblioteca pubblica, lo costringe a leggere il contenuto dei crani degli unicorni defunti che pascolano nei prati della misteriosa città. L’uomo inizia ad abituarsi alla sua nuova esistenza, anche se con la sua ombra morente è deciso a fuggire, finché non comincia a comprendere la natura della città e a nutrire dei sentimenti nei confronti della sua compagna di lavoro.

Il paese delle meraviglie vede invece un cibermatico, un uomo in grado di immagazzinare e criptare informazioni nel proprio cervello, alle prese con un grosso complotto che porterà alla “fine del mondo”, secondo quanto gli spiega lo scienziato che lo ha trascinato nei guai. Infatti la procedura di shuffling, che cripta i dati basandosi su un parametro univoco del cervello del protagonista, ha innescato una reazione a catena capace di capovolgere la realtà. L’uomo dovrà sfuggire al Sistema e alle grinfie degli Invisibili per giungere all’unica possibile conclusione della sua esistenza.