Gabriele Romagnoli – Domanda di grazia

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Domanda di grazia – Gabriele Romagnoli

Non sono molto obiettiva quando si tratta di Romagnoli, lo devo ammettere fin da subito. Ho ritagli di suoi articoli che ormai hanno 20 anni, ho sempre amato il suo modo di scrivere (dà il meglio di sé nei racconti brevi, si perde nei romanzi a parte il primo, magnifico, In tempo per il cielo) e gli ho perfino perdonato una certa “deriva glamour” 🙂 ai tempi di direttore di QG. Detto questo, questo libro è abbastanza particolare. Romagnoli racconta la storia del suo amico (vero e reale) Andrea Rossi, condannato all’ergastolo con l’accusa di omicidio.  E’ un racconto che non risparmia critiche e una certa durezza nell’analisi della personalità dell’amico, e non ha remore nell’ammettere che potrebbe essere colpevole. Quello che lo scritto di Romagnoli cerca di mettere in evidenza è però la parzialità con la quale l’amico è stato additato come colpevole senza che venissero prese in seria considerazione altre possibilità  che pure esistevano: c’era il movente e c’era l’occasione, è tanto è sembrato bastare. Lo stile è il solito: tra il concreto e brutale dei fatti e il poetico e il malinconicamente ironico delle riflessioni più personali.  Bello perché, come dicevo prima, secondo me Romagnoli è impagabile nel raccontare nel suo stile fatti reali. Molto più che non ad inventarli.

Anna LittleMax Massimino

Laurence Cossé – La libreria del buon romanzo

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 La libreria del buon romanzo – Laurence Cossé

Primo innamoramento dell’anno.  Due giorni fa ho praticamente costretto un amico a prestarmi questo libro. L’ho divorato (il libro non l’amico!).  Rapita, affascinata, catturata. La quarta di copertina lo presenta come un giallo e secondo me gli fa torto. L’inizio in effetti ha qualcosa di misterioso: succedono fatti apparentemente slegati e ti devi sforzare un pochino per non soccombere subito all’insidia del dove vogliamo andare a parare?? Poi inizia la storia, quella vera. Quella di Van e Francesca, un libraio  entusiasta e una donna ricca, non più giovanissima,  dalla bellezza altera e malinconica.  La storia della loro libreria dove i clienti trovano solo il meglio della letteratura mondiale, selezionato da un apposito comitato (i cui membri hanno storie che sono un romanzo nel romanzo), attraverso liste di titoli proposti che vengono mescolati tra loro senza che nessuno sappia chi ha consigliato cosa, senza nemmeno conoscere chi sono gli altri elettori, ma dando semplicemente vita ad una specie di libreria dei sogni dove “i lettori in raccoglimento….capaci di restare immobili intere mezze giornata, immersi nelle loro letture….lettori in cui solo gli occhi un po’ pazzi, caratteristici della dipendenza, tradivano l’euforia quando, giunto il momento di andarsene, incrociavano lo sguardo di uno dei librai e….con le braccia sovraccariche di libri….dovevano trattenersi per non mettersi a ballare appena varcata la porta”.

Ho adorato Van e Francesca, ma soprattutto ho adorato questa libreria.  Per come è stata creata e per come me la sono immaginata. E soprattutto per come ho immaginato me stessa, in un posto così…..

Anna Littlemax Massimino