Kate Jacobs – Le amiche del venerdi sera

untitled

Kate Jacobs – Le amiche del venerdì sera

Ho iniziato questo libro qualche sera fa perché dopo la Torre Nera volevo leggere qualcosa che fosse leggero e frivolo e questo mi sembrava adatto allo scopo. In realtà devo dire che mi ha spiazzata. Tra i tanti libri che parlano di amicizie femminili, di quel meraviglioso legame che si crea tra donne con esperienze diverse, spesso con sofferenze diverse, che si ritrovano a condividere momenti di vita fino a diventare indispensabili l’una all’altra, tra i tanti libri del genere, dicevo, questo si colloca un po’ sopra la media.

Innanzitutto per il contesto: un negozio di maglieria di New York dove donne di diverse età condividono la stessa passione per il lavoro a maglia. Ferri di diverso materiale, un’esplosione di gomitoli colorati dalle mille sfumature e i profumati dolcetti preparati da Dakota, la figlia dodicenne della protagonista, mascotte del negozio.

Alcuni personaggi sono un po’ stereotipati, ma alcuni risaltano in modo particolare, ne vengono approfonditi gli stati d’animo, le paure, le battaglie. La quarantenne che vuole un figlio prima che sia troppo tardi, la mamma single, la donna che lotta contro il cancro, la donna anziana che ogni sera rimanda il più possibile il momento di tornare nel suo appartamento, vuoto.

Ci sono momenti e dialoghi già visti e già sentiti, fin troppo romantici.  La parte centrale del romanzo, nella quale ci si sposta ad Edimburgo, è un po’ stiracchiata anche se divertente. La bisnonna novantenne è notevole!

Ma ci sono anche momenti in cui il legame forte tra queste donne cattura in modo particolare fino ad identificarsi con una o con l’ altra componente del gruppo, ritrovandosi in alcuni dei lori desideri o delle loro paure. Non nascondo qualche lacrima di commozione nella parte finale.

A conti fatti un 7 penso di darglielo.

 

Anna LittleMax Massimino

Alice Sebold – Lucky

imagesWOK3OLXL

Alice Sebold – Lucky

L’ho comprato pensando fosse un romanzo. Lo è, in un certo senso, per il tipo di narrazione e di scrittura utilizzata. Ma è soprattutto una storia vera. Lei è l’autrice del più famoso “Amabili resti” e in questo libro racconta la storia dello stupro subito quando aveva 18 anni. Un assalto brutale, bestiale, forse  ancora più traumatico perché ai danni di una ragazza vergine. E’ un racconto molto coraggioso perché la Sebold non risparmia nulla, né a se stessa né al lettore. Le prime dieci pagine sono un resoconto agghiacciante dello stupro. Il seguito è un’analisi dettagliata dei suoi stati d’animo, del suo sentire, negli anni successivi. La sensazione di essere in qualche modo marchiata, la sua battaglia per chiamare le cose con il loro nome (“ho subito uno stupro” dice alla persone che usano espressioni come “quello che ti è successo”), la rabbia quando le tocca difendersi, soprattutto durante il processo, come se non fosse una vittima e come se la violenza subita venisse sminuita,  fino all’ammissione che tanti anni passati a dimostrarsi forte avranno lunghissimi strascichi nella sua vita adulta.  Lucky perché, le dicono, ad un’altra è successa la stessa cosa e non è sopravvissuta….. Lucky perché “se proprio doveva succedere sono contento sia successo a te e non a tua sorella: tu sei più forte” le dice il padre in sincera e orrenda buonafede….. Ma Lucky anche perché nella sua vita  compaiono insegnanti come Raymond Carver e la sua compagna Tess Gallagher, fondamentali per il suo percorso di futura scrittrice.  E’ paradossale dire che questo è un bel libro perché racconta fatti terribili. E’ una mazzata.  Però è  uno di quei libri dei quali difficilmente ci si dimentica, peraltro scritto benissimo.

Anna LittleMax Massimino