Le cose che non facciamo – Andrés Neuman #AndresNeuman

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Per chi ama i racconti, e chi è aperto anche al surreale.
Andrés Neuman, argentino, classe 1977. Direi un mago dei racconti brevi, anzi i racconti flash. Spesso sono lunghi una mezza pagina. Inizio e fine in un lampo. In pochi paragrafi ci si parano innanzi personaggi di ogni tipo, mariti e mogli, amanti, poeti, aspiranti suicidi, genitori e figli, l’attimo iniziale e quello finale di una vita.
I temi universali, che Neuman affronta con diverse maniere, con il surreale, l’ironia, la poesia, con la crudezza ma anche con una grande umanità, descrivendo sentimenti che sono comuni a tutti noi.
E spesso è un lampo di genio. Non tutti i racconti sono allo stesso livello, ma ce ne sono di straordinari.
A volte sono puri esperimenti letterari, ghirighori divertenti. A volte sono fotografie rubate, attimi, frammenti, ma precisissimi. A volte divertentissimi, ironici, come il primo racconto, spettacolare.
Descrizione di rapporti umani, dei rapporti di coppia, molto spesso. La felicità, sempre cercata, la tensione, la ricerca del rapporto ideale, la presa d’atto dell’insofferenza, del volere di più.
Una riga tracciata sulla sabbia da una donna, che vieta al compagno di oltrepassarla, fotografia dell’attimo davvero finale di un rapporto, perché è una presa d’atto senza ritorno.

“Io? Se mi contraddico? Se mi rendo conto di fare sempre gli stessi errori? Spesso. Spessissimo. Cosa credi. Tanto per cominciare, sono una stupida. E una fifona. E una rinunciataria. E fingo che potrei vivere una vita che non avrò mai. Pensandoci bene, non so cosa sia più grave: non accorgersi di cere cose o accorgersene e non fare niente. Proprio per questo, capisci, ho tirato quella riga. Sì. E’ infantile. E’ brutta e piccolina. Ed è la cosa più importante che io abbia fatto quest’estate.”

Un uomo che partorisce suo figlio, in un ininterrotto e febbrile flusso di coscienza senza interpunzioni. Difficile da leggere, ma indimenticabile.
Una coppia perfettamente speculare, e per questo condannata all’incomunicabilità. Siamo talmente uguali che non ci capiamo nemmeno quando uno lascia l’altro.
Una madre e un figlio in ospedale, nel momento che segna il distacco.
Il suicida che fallisce il suo intento.
Surreali racconti, contenenti però precise metafore, lucidissime, molte volte, sulla realtà. Quello stare in equilibrio tra irreale e irreale, tra impossibile e possibile. L’ironia non significa essere lontani dalla realtà, qui. Neuman ti colpisce all’improvviso, magari mentre stai sorridendo ti spedisce al tappeto. Specialmente quando parla d’amore. Anche se polemizza simpaticamente con Cortazar:
“E’ molto più urgente svegliare un lettore che metterlo k.o”…

Illuminazioni che durano un istante, perché, come scrive nei quattro dodecaloghi finali:

“I personaggi appaiono nel racconto come per caso, passano oltre e continuano la loro vita”

“Nel racconto, un minuto può essere eterno e l’eternità durare lo spazio di un minuto.”

“Ci sono racconti che meriterebbero di finire con un punto e virgola;”

E forse le cose più belle sono proprio quelle che non facciamo, e che non faremo:

“Mi piace che non facciamo le cose che non facciamo. Mi piacciono i nostri progetti al risveglio, quando il giorno sale sul nostro letto come un gatto di luce, e che non realizziamo perché ci alziamo tardi per esserceli immaginati tanto.(…)
Mi piacciono tutti i propositi, dichiarati e segreti, che disattendiamo insieme. È questo che preferisco della vita a due. La meraviglia aperta sull’altrove. Le cose che non facciamo.”

Musica: My Ever Changing Moods – The Style Council
https://www.youtube.com/watch?v=f9x-JlyfVRs

Carlo Mars

DESCRIZIONE

Una coppia in lite, amici che diventano amanti e al tempo stesso traditori, relazioni così armoniche e simmetriche da sembrare fasulle, la confusione che può generare la nascita di un figlio, lo smarrimento e l’impotenza di quando un genitore se ne va. Sono solo alcune delle scene dipinte dallo scrittore argentino Andrés Neuman in questa raccolta. Storie quotidiane, apparentemente semplici e infinitamente complesse come tutto ciò che è noto, dalle quali emerge, potentissima, la realtà che ci circonda. La prosa di Neuman trova nella forma racconto la sua maggiore compiutezza: questa raccolta è un vero e proprio omaggio alla brevità, che pur permette all’autore di disegnare personaggi a tutto tondo e di dar vita a un’opera di ampio respiro, onesta e mai scontata.

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