La mia Africa – Karen Blixen

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E così mi sono salvato dai noir scandinavi di difficile digestione: la Blixen nella sua nordicità non sbaglia a cogliere un modo di vivere agli antipodi di quello danese nell’Africa kenyota.
Per molti aspetti la sua visione del mondo è molto panteistica, ci vede tutti connessi in un senso di realizzazione totale per cui il fallimento individuale perde significato di fronte e attraverso la realizzazione di anche un solo individuo. Di sicuro deve aver trovato consolazione forse in questo pensiero che dai primi capitoli poi si adombra in funzione di storie aurali, scritte come se fossero raccontate davanti al fuoco la sera per un pubblico di uditori più che di lettori. Molto poetica. Merita: se avete indecisioni per l’autore scandinavo, provate con la Blixen.

Libro n•39_ un romanzo scandinavo

Stefano Lilliu

Descrizione

Vissuta fino al ’31 in una fattoria dentro una piantagione di caffè sugli altipiani del Ngong, Karen Blixen ha descritto con una limpidezza senza pari il suo rapporto d’amore con un continente. Sovranamente digiuna di politica, ci ha dato il ritratto forse più bello dell’Africa, della sua natura, dei suoi colori, dei suoi abitanti. I Kikuyu che nulla più può stupire, i fieri e appassionati Somali del deserto, i Masai che guardano, dalla loro riserva di prigionieri in cui sono condannati a estinguersi, l’avanzata di una civiltà “che nel profondo del loro cuore odiano più di qualsiasi cosa al mondo”. Uomini, alberi, animali si compongono nelle pagine della Blixen in arabeschi non evasivi, in una fitta trama di descrizioni e sensazioni che, oltre il loro valore documentario, rimandano alla saggezza favolosa di questa grande scrittrice, influenzando in modo determinante i contenuti della sua arte : “I bianchi cercano in tutti i modi di proteggersi dall’ignoto e dagli assalti del fato; l’indigeno, invece, considera il destino un amico, perché è nelle sue mani da sempre; per lui, in un certo senso, è la sua casa, l’oscurità familiare della capanna, il solco profondo delle sue radici”.

 

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