Shirley – Charlotte Bronte #Shirley #CharlotteBronte

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«Leggiamo Charlotte Brontë non per la squisita osservazione del personaggio, non per la commedia, non per una visione filosofica della vita, ma per la poesia. Probabilmente accade con tutti gli scrittori che, come lei, hanno una personalità travolgente… loro devono solo aprire la porta per farsi sentire. In loro c’è una ferocia indomita perennemente in guerra con l’ordine accettato delle cose».
Virginia Woolf

Gli uomini si illudono che il cervello delle donne sia un po’ come quello dei bambini. E qui sta l’errore, se gli uomini potessero vederci come realmente siamo sarebbero alquanto sorpresi.

Shirley rientra nella categoria “romanzo sociale”. Tipologia volta a descrivere con fatti e accadimenti (guerre, crisi economica) la situazione del periodo preso in considerazione.
Qui siamo all’inizio dell’800, il romanzo è ambientato durante il periodo del Luddismo e delle guerre napoleoniche (1811 – 1812), quando gli scioperi infuriavano nel distretto dello Yorkshire. La Brontë cerca di amalgamare le questioni sociali e storiche con quelle sentimentali delle sue protagoniste.
Purtroppo almeno metà del libro è di una pesantezza mortale, l’autrice solleva tante questioni fatti personaggi che alla fine non sviluppa un gran che di quello che poteva essere il centro della tematica del libro.
La Bronte affronta così tanti temi, guerra contro la Francia, lotta fra classi sociali, condizione femminile, riforma della Chiesa che però in molti punti vengono solo accennati e presto accantonati.
La narrazione migliora quando entra in scena la protagonista (a metà libro), una ragazza ribelle orgogliosa sicura di sé, sempre con la battuta pronta. La seconda parte del libro è sicuramente migliore. Ci sono molte figure femminili ben descritte. E figure maschili non sempre all’altezza. Ciò che colpisce maggiormente è il femminismo presente nel romanzo. La Brontë esprime il suo pensiero, con gran bellezza e profondità in certi passaggi, e mostra il suo carattere: la convinzione che le donne potrebbero essere ben qualificate come gli uomini per praticare una professione e il suo disprezzo per il mercato del matrimonio.
Nel complesso un po’ delusa, avevo aspettative più alte.

Raffaella G.

DESCRIZIONE

Yorkshire, inizio Ottocento. Shirley, giovane donna ricca e caparbia, si trasferisce nel villaggio in cui ha ereditato un vasto terreno, una casa e la comproprietà di una fabbrica. Presto fa amicizia con Caroline, orfana e nullatenente, praticamente il suo opposto. Caroline è innamorata di Robert Moore, imprenditore sommerso dai debiti, spietato con i dipendenti e determinato a ristabilire l’onore e la ricchezza della sua famiglia, minati da anni di cattiva gestione. Pur invaghito a sua volta della dolce Caroline, Robert è conscio di non poterla prendere in moglie: la ragazza è povera, e lui non può permettersi di sposarsi solo per amore. Così, mentre da una parte Caroline cerca di reprimere i suoi sentimenti per Robert – convinta che non sarà mai ricambiata –, dall’altra Shirley e il suo terreno allettano tutti gli scapoli della zona. Ma l’ereditiera prova attrazione per un insospettabile…
Shirley si inserisce nel grande filone del romanzo sociale inglese di inizio Ottocento: i suoi personaggi vivono gli avvenimenti storici dell’epoca – le guerre napoleoniche e le lotte luddiste –, facendo i conti con le contraddizioni del progresso industriale e offrendo spunti di riflessione sul lavoro, sul matrimonio e sulla condizione della donna.

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