
In questo romanzo la casa diventa la parte più vera di se stessi,
un luogo dove poter esprimere la propria autenticità, nel limbo della propria solitudine e lontano da occhi indagatori sempre pronti a coglierti in fallo e a giudicare.
Protagonista del romanzo è un aspirante scrittore che per gran parte del libro ci racconta i fatti suoi, seguendo la lezione di Cechov: Io so scrivere solo sui ricordi; ripercorre tutte le sue difficoltà nella vita, il difficile rapporto con il padre e con il mondo, regalandoci perle di vera letteratura: “Tutto questo leggere e vedere film e documentarsi e ascoltare musica e comprare oggetti è aria anche quello, oggi lo sa, perché oggi è un giorno cattivo”. L’autore si descrive in maniera impietosa, ma è una descrizione universale di un se stesso visto come “una specie d’uomo che ha imparato a complicarsi l’esistenza trascinando un carico ingombrante di aspettative e ambizioni”.
La casa vista come metafora del viaggio introspettivo dentro se stessi e alla ricerca di se stessi che ognuno,almeno una volta nella vita, si vede costretto a compiere.
E le pareti bianche come spauracchio del vuoto interiore che si cerca di colmare con qualsiasi cosa pur di togliersi quel macigno dal cuore.
Perchè non c’è niente che pesi di più del vuoto nell’anima.
Consigliato.
Soprattutto a chi ha una natura introspettiva e non teme di scandagliare il fondo del proprio animo umano.
cinzia n cappelli
DESCRIZIONE
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