George Pelecanos, The Cut

George Pelecanos su Amazon

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Pelecanos per me è stato un auto-buy per molti anni: qualsiasi cosa uscisse, dovevo averla. Ha prodotto e scritto diversi episodi di una delle serie poliziesche più belle del decennio scorso, The Wire. E ha scritto thriller veramente buoni, con personaggi mai scontati, dialoghi alla Elmore Leonard, riferimenti di cultura pop, storie nere a volte lente ma mai banali. Ambienta sempre le vicende dei suoi libri nei quartieri popolari di Washington DC, al di là della facciata dei palazzi governativi e del potere: piccole villette di proprietà, ristoranti e negozi etnici, chiese e centri per la gioventù, autofficine, negozi di pegni e di liquori, bar e piccoli negozi lontani dai centri commerciali, quartieri residenziali dove la gente vive, lavora, studia, prega, si preoccupa per la comunità. I suoi detectives hanno sempre fortissimi legami con la propria famiglia, le tradizioni, il luogo in cui sono cresciuti. Poi ci sono i quartieri poveri e difficili, quelli del traffico di armi e droga, quelli che rendono la Capitale una delle dieci città più violente degli Stati Uniti, quelli della feccia della società.

I protagonisti di Pelecanos sono uomini duri, in genere ex militari diventati investigatori, con codici morali seri ma non implacabili. Fumano a volte spinelli, possono avere qualche precedente in gioventù per furtarelli o bravate da ragazzi, non disdegnano di frequentare i bassifondi. Rigano dritto, ma non è sempre stato così.

Il personaggio principale di The Cut, in italiano E’ la notte che vince (ma perchè???) edito da Piemme, è Spero Lucas, l’ultimo in ordine cronologico creato da George Pelecanos, e mi spiace dirlo, ma non gli è riuscito molto bene. Ha una serie di difetti che in teoria dovrebbero armonizzarsi insieme per renderlo un perfetto eroe imperfetto, e che invece lo disegnano come un totale cazzone: accetta un lavoro per un trafficante di droga ma non è un problema, in fondo il lavoro è lavoro. Quando poi le cose vanno un po’ a puttane, ci rimane quasi male; era un trafficante di droga, non me lo aspettavo! Esce con una ragazza ma non ha problemi ad andare a letto tutte le altre donne che incontra, salvo stupirsi quando la ragazza semi-fissa lo molla definitivamente; ma cara lo hai detto anche tu che non era una roba seria! Seria no, un po’ di rispetto sì però dai. E’ un ex-marine arruolatosi molto giovane, di conseguenza perdendosi gli anni in cui i suoi coetanei vivevano con spensieratezza maturando col tempo. Lucas invecchia di diverse vite nel giro di un anno, e quando torna alla realtà civile, come spesso succede, è fuori posto dappertutto se non in mezzo agli altri ex commilitoni. Non vuole più studiare, non vuole fare l’impiegato, non vuole ri-arruolarsi. Quindi accetta qualche lavoro da avvocati o, come nel caso di questo romanzo, clienti di avvocati, e cerca di capire se può ricavarci una carriera. E commette anche parecchi errori, salvo alla fine risolvere in tutto in perfetta machitudine. BAH. Proprio poco riuscito. Giudizio, da 1 a 5: due palle.

Se non avete mai letto niente di Pelecanos, buttatevi su qualsiasi cosa con Derek Strange o Nick Stefanos come protagonisti. Fidatevi neh!

Lorenza Inquisition

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