Kate Atkinson, Life after life

9780316176484_custom-471ca800e5fe1258f2d4059059b24d8c1d95a7ba-s6-c30 Life British PB

E no, non sono ancora caduta nel letargo estivo ma sto ultimo libro che vengo ora ad illustrarvi, siore e siori, mi ha richiesto no sforzo non indifferente e sò stata leeeeeenta ma lenta che aiutateme a dì lenta.
(prima di questo confesso esserci stato intermezzo si ebbene però non lo segno e nemmanco ve lo dico perché non degno dell’elencazia e di voartri ma inzomma mi ha aiutato a risollevarmi da depressione post librum precedente e vabbuò).
Ma veniamo al dunque. Trovandomi per caso (ossissì per caso) in una libreria londinese mi vedo sopraffatta da tomi su tomi di esso libro medesimo. Potevo astenermi? Giammai. E alora, vita dopo vita, la storia di Ursula, una bimba che nasce in una nevosa notte del 1910 e muore appena dopo il parto, strangolata dal cordone ombelicale. The end. Aknowledgments, du paginette e se semo levati er penziero. Ennò, febbraio 1910, Ursula nasce di nuovo ma stavolta il medico arriva in tempo e taglia il cordone. Nel 1914 muore annegata. Ma nel 1914 viene salvata da un passante che la vede annaspare nell’acqua. Nel 1918 muore per un’epidemia di spagnola. Nel 1918 però il monatto che ha infettato la bimba non mette piede nella sua casa e tutti sono salvi.

“Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere.
A quattro anni, sono annegata nell’oceano.
A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio.
A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte.
E su di me cadevano le tenebre.
Ma ho sempre avuto un’altra possibilità.”

Vabbè, non mi dilungo, tanto avete capito. Una sorta di sliding doors, salgo sulla metro oppure mannaggia bubbà le porte si chiudono resto sulla banchina, e le infinite possibilità di cambiamento che possono esserci tra la prima e la seconda ipotesi.
E anche un “gioco” sul romanzo, dove potrebbe andare, come potrebbe cambiare, se una notte d’inverno un viaggiatore (e perdonatemuà per il sublime paragone).
De riffe e de raffe, ammè sta mappazza d’oltremanica è piaciuta. E pure parecchio, ve lo voglio dire.

p.s. per coloro che fossero interessati, è uscita OGGI tudei ojurduì (22 maggio 2014) la versione italiana dell’ambaradam (ma la coperta inglesa è di molto più carina, ecco.)

Lazzìa

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