Una piccola libreria a Parigi – Nina George

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Finalmente finito!
Ok, dopo le 100 pagine un po’ sono riuscita ad entrare nel mood, ma in generale devo essere onesta: non mi è piaciuto.
Non è che non mi piacciano i romanzi leggeri, ogni tanto ci sta un titolo un po’ meno pesante, di evasione, andatevi a spulciare le mie liste passate, vedrete che ne ho collezionati diversi.
Questo però, nel complesso, aveva due punti forti: farmi venire fame (si mangia spesso e volentieri e si mangia pure bene, a quanto pare) e voglia di un bel giro in alcune zone della Francia che non ho mai visto.
Per il resto la trama (50enne in cerca di se stesso e del tempo perso, a zonzo su una chiatta per i fiumi francesi, in compagnia di personaggi quanto meno improbabili) è debole, i colpi di scena finali banali, il tutto è abbastanza poco credibile, non sta secondo me molto in piedi (anche se fatico a spiegarlo senza spoilerare parecchi dettagli) e boh, nel complesso a qualcuno che volesse distrarsi con una lettura poco impegnativa consiglierei certamente altro.

Giusto perché la capa ci vuole onesti, eh. Probabilmente non era il mio momento per questo libriccino…

sara de paoli

DESCRIZIONE

Jean Perdu ha cinquant’anni e una libreria galleggiante ormeggiata sulla Senna, la Farmacia letteraria: per lui, infatti, ogni libro è una medicina dell’anima. Da ventun anni vive nel ricordo dell’amata Manon, arrivata a Parigi dalla Provenza e sparita all’improvviso lasciandogli soltanto una lettera, che Jean non ha mai avuto il coraggio di aprire. Ora vive solo in un palazzo abitato dai personaggi più vari: la pianista solitaria che improvvisa concerti al balcone per tutto il vicinato, il giovanissimo scrittore in crisi creativa, la bella signora malinconica tradita e abbandonata dal marito fedifrago. Per ciascuno Jean Perdu trova la cura in un libro: per tutti, salvo se stesso. Finché decide di mettersi in viaggio per cercare la donna della sua vita. Verso la Provenza e una nuova felicità.

UNA PICCOLA LIBRERIA A PARIGI” di Nina George, parla di un LIBRAIO o meglio un “FARMACISTA DI LIBRI” (come l’idea di questa pagina) che riesce a somministrare ad ognuno il libro giusto per la sua indole, la sua vita, i suoi dolori. Riesce a dare libri di conforto a tutti tranne a se stesso ed al proprio, di dolore. L’idea di questo libro è molto bella e stupenda per tutti coloro che amano i libri ma nello svolgimento vedo qualche pecca. Perdu, il protagonista, intraprende un viaggio per “curare” il suo passato, in compagnia del giovane scrittore, in questo viaggio conoscerà tante persone, riscoprirà la vita e l’amore.
La critica sta nel fatto che i personaggi che incontra sfiorano spesso l’inverosimile ed addirittura l’assurdo, da un’idea iniziale valida si arriva a vicende quasi grottesche ed è un peccato perché poteva essere molto meglio.
Resta comunque una lettura piacevole, anche se a tratti lunga e veramente prolissa.

Virginia Bramati – Tutta colpa della neve

tutta

Perché se Sore consiglia ebbè, io non posso esimermi proprio. E difatti ciaveva raggione. Esso libbro è carino, leggero, senza pretese, divertente.
Purtuttavia una cosa non mi ha convinto pegnente affatto.
SPOILERONE: no, non che il Capo, figaccione da paura, si sia nnammorato pesantemente dell’ultima arrivata. no, non che la mamma della praticante povera abbia trovato una casa dentro una tenuta praticamente aggratise e che il nobile proprietario della tenuta sia perso per detta mamma. no, non che la praticante sia ritenuta idonea a presentare megaprogetto, non a Prati di Tivo ma a New York etc. etc. etc.
ma, DONNE (è arrivato l’arrotino), ditemi voi tutte, empatizzando me raccomando, voi affrontereste un incontro de passione smucinatorio e rotolatorio, con ai piedi quegli STESSI CALZINI con cui avete affrontato 9 ore di volo??? ciò è inammissibile, io penza.

Lazzia