L’arte in sei emozioni – Costantino D’Orazio #DOrazio #Arte #Laterza

L’ arte in sei emozioni -Costantino D’Orazio

Editore: Laterza

*Un libro che parli di arte.

Desiderio, delirio, tormento, stupore, dubbio, allegria: emozioni e sentimenti che pittori e scultori nei secoli hanno raccontato magistralmente. Questo libro è un viaggio affascinante e originale tra i capolavori dell’arte, ma è anche un viaggio dentro noi stessi.

L’autore propone un viaggio nell’arte attraverso l’osservazione di sei emozioni, trattate in varie opere (soprattutto di pittura e di scultura), da diversi autori, in un ampio arco di tempo.
Le emozioni su cui si muove il suo punto di vista, sono tra quelle che fanno parte del nostro essere “uomo”: il desiderio, il delirio, l’allegria, il tormento, lo stupore e il dubbio.

Sentimenti che l’umanità ha avvertito e considerato in maniera sempre diversa nel corso dei secoli. Dai reperti dell’antica Grecia ai capolavori del Rinascimento, dalle invenzioni del Barocco alle rivoluzioni del Romanticismo, fino alle provocazioni del Novecento, l’arte ha attinto alle emozioni delle donne e degli uomini creando simboli e personaggi per raccontarle. Eros per il desiderio, Prometeo per il tormento, Medusa per il delirio, Maddalena per lo stupore, Polimnia per il dubbio e i putti per l’allegria, sono solo alcune delle figure che svelano il tumulto di emozioni contenuto in queste pagine.

Il linguaggio è accessibile anche ai profani dell’arte e le considerazioni, molto interessanti.

Silvia Loi

Costantino D’Orazio è critico d’arte e saggista; racconta la storia dell’arte italiana, anche in radio e tv: conduttore della rubrica AR Frammenti d’Arte su RaiNews 24 e del programma Bella davvero su Radio2. Quando riesco seguo la sua trasmissione in radio, ha un modo di raccontare l’arte che mi piace molto, semplice e appassionato. È il sabato e la domenica sera dalle 21 alle 22, ma si può ascoltare anche in podcast. A me piace moltissimo anche perché affronta l’arte partendo da punti di vista o temi insoliti. Non credo sia facile parlare d’arte in radio e riuscire ad essere coinvolgente, ma lui è bravissimo. Anna Massimino

 

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Un gentiluomo a Mosca – Amor Towles #AmorTowles

“I Crusoe di tutto il mondo cercano riparo e una fonte di acqua dolce; imparano a fare il fuoco con la selce; studiano la topografia della loro isola, il suo clima, la sua flora e fauna, per tutto il tempo mantenendo i loro occhi addestrati per le vele all’orizzonte e le impronte sulla sabbia “.
Mosca, 21 giugno 1922. Il conte Aleksandr Il’icˇ Rostov, decorato con l’Ordine di Sant’Andrea, membro del Jockey Club, Maestro di caccia, viene scortato attraverso i cancelli del Cremlino che danno sulla Piazza Rossa fino alla suite 317 del Grand Hotel Metropol. Chiamato al Cremlino per un tête à tête, il Conte è apparso dinanzi al «Comitato d’Emergenza del Commissariato del Popolo», il tribunale bolscevico che l’ha condannato, senza remore e senz’appello, a trascorrere il resto dei suoi giorni agli arresti domiciliari per essersi «irrevocabilmente arreso alle corruzioni della propria classe sociale». La condanna non ammette errori: se mai dovesse mettere un piede fuori dal Metropol, il Conte sarà fucilato. La pena da scontare non è poi così gravosa, essendo il Metropol un Grand Hotel tra i più sfarzosi di Russia. Inaugurato nel 1905, le sue suite art déco e i suoi rinomati ristoranti sono stati un punto di riunione di tutte le persone ricche di stile, influenti ed erudite. Ma per un uomo come Rostov, abituato a viaggiare in lungo e in largo per il mondo e a condurre un’intensa vita sociale, quella detenzione, seppure in un lussuoso albergo, si rivela al pari di una gabbia per un leone.

Un romanzo che ti trascina con la sua prosa scorrevole e raffinata, con la ricostruzione puntuale ed efficace degli ambienti, delle atmosfere e dei personaggi. Immedesimandoci nella vita del Conte, anche noi non sentiamo davvero il bisogno di uscirne, anche noi prendiamo le misure dei suoi spazi (il ristorante, la sala da ballo, la stanza 317 e la camera della reclusione al sesto piano), ci accostiamo con discrezione alle vicende che si svolgono come su un palcoscenico e  accompagniamo il protagonista per oltre trent’anni. Memorabili le pagine che, prendendo le mosse da una leggera pioggia che si trasforma in neve, ricostruiscono la concatenazione degli eventi che si determinano in una sorta di sliding doors del novecento. Alcune pagine indimenticabili, il protagonista è uno di quelle figure che ricorderò a lungo. Ha l’unico difetto di avere qualche capitolo di troppo, diverse pagine puramente descrittive che nulla aggiungono alla storia, ma pazienza. Senza essere un capolavoro assoluto è comunque una lettura che consiglio, piacevole, rilassante e ben scritta.

Non mi sono assolutamente stupita di leggere, qualche giorno fa, che Kenneth Branagh produrrà ed interpreterà questa storia in un film, è un romanzo veramente molto cinematografico.

Silvia Chierici