Arto Paasilinna – L’allegra apocalisse

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Niente da fare, io con l’Arto finnico mi sa che non vado affatto d’accordo. Io tendo a dare tutta la colpa a lui, ma magari è anche un po’ mia, chissà?!
E’ il suo secondo libro in un paio di mesi che leggo, spronato da Diegoliano, ma trovo il suo stile piuttosto fastidioso perchè, pur narrando di fatti surreali e potenzialmente comici, non arriva mai alla conclusione di farmi fare una risata, al limite mi si arricciano per un millisecondo gli angoli della bocca. Inoltre, è tutto un raccontare con pochissimi dialoghi (quasi nulli, a dire la verità) e, a volte, cade nel tranello di compilare lunghe e noiose liste della spesa senza dare un minimo di ritmo alla narrazione.

Venendo alla trama, “L’allegra apocalisse” racconta di come, a partire dalle ultime volontà di un “bruciachiese”, venga costruita una chiesa in un bosco dal nipote e piano piano i territori adiacenti si trasformino in un comune auto gestito con qualche migliaio di abitanti.
Nel frattempo, pare che nel resto del mondo si scateni il finimondo a causa del crollo dell’economia ma questo comune ne viene solo sfiorato in quanto hanno contatti molto rari con l’esterno.

Massimo Arena

Riccardo Gazzaniga – A viso coperto

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Riccardo Gazzaniga – A viso coperto

Ottimo esordio quello di Riccardo Gazzaniga, sovrintendente della Polizia di Stato.  La scelta di narrare in “A Viso Coperto” di fatti che, per quanto inventati, si riconducono alla sua quotidianità di poliziotto è azzeccata: qui vengono raccontati gli scontri tra un immaginario gruppo di ultrà del Genoa e i reparti mobili della città. Inevitabile, visto l’argomento, qualche riferimento all’attualità ed a noti eventi ormai tristemente entrati nella recente storia d’Italia in generale e di Genova in particolare.

Brevità dei capitoli e linguaggio crudo e diretto infondono ritmo e vivacità alla lettura che scorre veloce e mai noiosa e aiuta a non perdersi nella molteplicità dei personaggi coinvolti ognuno dei quali diventa alternativamente protagonista con le proprie vicende e i propri drammi nei diversi capitoli. Quest’ultimo escamotage permette all’autore di mantenere un’equidistanza dai fatti senza dare alcun giudizio di parte ma dà voce ad entrambe le parti in causa: poliziotti ed ultrà. Sta al lettore decidere da quale parte schierarsi ma, attenzione, perché in questo mondo inevitabilmente violento sarà dura trovare un eroe ben definito in mezzo a tanti anti-eroi.

In sostanza, “A Viso Coperto”, romanzo vincitore del Premio Calvino 2012, è un romanzo consigliato agli amanti della narrativa italiana e di autori quali Carlotto, De Cataldo, Colaprico.

Massimo Arena