Massimo Carlotto – La via del pepe #massimocarlotto #alessandrosanna

Dopo giorni di tensione, freddo e sete, quell’umanità cenciosa, in crociera per un tozzo di pane e una parvenza di dignità, si rilassò. Sembrava che si fossero messi d’accordo per sospirare tutti insieme.”

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Poetica e serena nonostante il tema tristemente d’attualità – i migranti che finiscono sul fondo del Mediterraneo – questa finta fiaba africana per europei benpensanti ha tre protagonisti (un giovane migrante, il nonno rabdomante e la morte) più uno, che è la magia delle culture che non hanno rinnegato la natura. Le illustrazioni di Sanna sono di una bellezza disarmante e si sposano con una prosa che sogna un’umanità capace di distinguere le persone dalle cose. La storia e il presente sono comparse fulminee ma significative, la tecnologia non salva e la tristezza è ciò che rivela al “foggara” dove cercare l’acqua, e quindi la vita.
Un piccolo libro prezioso.

“Uomo bianco, fame nera, dicevano gli antenati e ancora oggi portiamo sulla schiena le cicatrici delle fruste di pelle d’ippopotamo. E tu, Luna, sai che fu tutta colpa del pepe. L’uomo bianco impazzì dopo averlo assaggiato e decise di divorare il mondo, di tradire il fratello.”

maria silvia riccio

La via del pepe. Finta fiaba africana per europei benpensanti, Massimo Carlotto, Alessandro Sanna, edizioni e/o, 2014

 

Sophie Kinsella – I love shopping #sophiekinsella #chicklit

kinsella

Ci ho messo “solo” quindici anni a decidermi a leggere il primo libro della serie sullo shopping della Kinsella – I love shopping, nell’edizione italiana – e devo ammettere che a ogni capitolo la tentazione di scaraventare il volume contro il muro e lasciar perdere diventava più forte. Sarà che lo shopping mi lascia abbastanza indifferente e che le dipendenze, anche se allo shopping sfrenato, mi sembrano tutte tragiche e sorriderne mi sembra fuori luogo, ma ho fatto molta fatica a “relazionarmi” con Rebecca, la protagonista. C’è stato un momento in cui mi sono detta che lo scopo del romanzo doveva essere morale, ma l’epilogo non è propriamente in linea con quel che mi aspettavo, la redenzione è solo parziale e vira comunque in una direzione che serve a conservare al limone un po’ di succo da spremere in seguito. Pollice verso, anche se il romanzo è scritto bene e la trama è ben costruita.

maria silvia riccio

Inqui: Qua nel gruppo c’è tutto un giro di ragazze fan, io devo dire che ho letto solo il primo, ed è più o meno la storia della mia vita se togliendo vestiti e borse metti biglietti x concerti e libri. E mi è anche piaciuto e mi ci son divertita, salvo anche trovare in becky e nelle sue vicende una serie di cose frustranti che mi hanno fatto decidere di non leggere i vari seguiti, tipo che alla fine di base è tutto spesso troppo idiota, e soprattutto tutto si ripete sempre uguale all’infinito. Detto ciò idea carina carina e personaggi simpamici in genere, a parte Becky, e non scrive affatto male.

Lazzìa: ma nooo a me piace! io mi sconsolo, ecco

maria silvia: non mi ti sconsolare, dai! è che proprio non mi ha divertito, la Becky. Mi ha angosciato. L’avrei presa a ceffoni, altro che, lei e tutti i suoi sogni ad occhi aperti. Il problema è che non ho il gene dello shopping e non mi parte l’empatia, solo il fastidio…

Lorenza Inquisition Comunque secondo me la devi intendere come essere vittime del consumismo non dello shopping. E io lì mi ci ritrovo eccome! Tutte siamo stato vittime del desiderio di comprare qualcosa che non ci serviva, solo perchè era lì bello e luccicante e nuovo!
maria silvia: ma Anna LittleMax e Stefania, vi siete sciroppare tutta la saga? tutta tutta?
Anna LittleMax Massimino  mi sono appena giocata tutti i punti guadagnati con Infinite Jest! Credo di averli letti tutti, forse mi manca l’ultimo. I primi due mi sono piaciuti: Becky mi fa l’effetto che Stefania definisce “rinfrescarsi la mente”. Non richiede il minimo sforzo e mi fa sorridere. Il primo volume della serie e quello ambientato a New York mi sono piaciuti e mi hanno divertita, oltre al fatto che in alcune pagine io e la Stefania Lazzìa ci siamo un po’ identificate con la personaggia Emoticon smile Emoticon smile mentre gira per negozi dove abbiamo lasciato il cuore e parte del portafoglio. Poi verissimo quello che dici, Maria Silvia, proseguendo nella serie Becky tende a diventare irritante e la sensazione di avere in mano un limone che non è solo stato spremuto ma al quale è stata grattata anche la buccia si fa fortissima. In ogni caso la Kinsella insiste (e come darle torto: vende) perchè anche l’ulitmo che ho letto, che deve essere il 5 o 6 della serie e che contiene il nulla, ha un finale scemo apertissimo a ulteriori sviluppi. 
Stefania Lazzìa Io ho zompato forse solo l’ultimo. Però in compenso c’ho nel mio curriculum la qualunque kinselliana nonché wickhamiana. E non m’annoio, io no che non m’annoio non m’annoio…
Anna LittleMax Massimino E io so che non resisterò e comprerò anche il prossimo…Uno o due della serie NON I love shopping non sono male…
Ilaria Marchetti A me la chick lit piace, ho amato e riletto “Vita bassa e tacchi a spillo”, e lo consiglio, per dire. La kinsella li ho letti ma proprio la protagonista non la trovo sopportabile, fondamentalmente Becky è una deficiente e la sua deficienza al primo libro ti fa quasi sorridere, al secondo già la vorresti picchiare, al terzo: scioglierla nell’acido. Trovo decisamente più apprezzabili invece quelli che ha scritto senza pseudonimo ma col vero nome (o era il contrario?)
Maria Silvia Riccio Kinsella è lo pseudonimo: mi dovrò cercare qualcosa di scritto per non vendere  perché il modo con cui costei – nome vero: Madeleine Sophie Wickham – organizza le parole mi piace ed è forse quel che mi ha tenuto con il libro in mano fino alla fine
Anna LittleMax Massimino La regina della casa e La ragazza fantasma non sono malaccio e sono forse quelli che più si allontanano dallo stile Becky. Evitare assolutamente il nulla siderale di Fermate gli sposi.
Maria Bonaria Dentoni Li ho letti fino a i love shopping con il baby. Ma ricordo il commento di una mia amica, era esattamente come il tuo!! La protagonsta la faceva innervosire. L’idea che non avesse altro obiettivo che foulard o vestiti la rendeva insopportabile.