Sogno di Una Notte di Mezza Estate e Romeo e Giulietta – William Shakespeare

Romeo: “io giuro il mio amore sulla luna.” Giulietta: “Non giurare sulla luna, questa incostante che muta di faccia ogni mese, nel suo rotondo andare!”

William Shakespeare
Ultime letture in ordine cronologico: Sogno di Una Notte di Mezza Estate e Romeo e Giulietta.

Dopo le precedenti letture shakespeariane, non poteva mancare la tragedia famosissima dei due amanti. In attesa del libro, comprato online, ho avuto modo di leggere il Sogno (in un’edizione certamente non pregiata e comprata circa tre anni fa per caso). Sono due opere certamente diverse, trattandosi di una commedia ed una tragedia, ma leggendo entrambe le introduzioni, sono venuta a conoscenza del fatto che la scrittura di Romeo & Juliet e A Midsummer Night’s Dream è avvenuta quasi in contemporanea, tra il 1594 e 1595. In effetti, nonostante le differenze, queste due opere si rassomigliano per alcuni aspetti: in particolare, in Romeo e Giulietta vi è una componente “commedia” iniziale che, se non fosse per il prologo, avrebbe potuto portare il lettore a tutt’altre conclusioni. (Poi, vabbè, sappiamo come va a finire.) Personalmente, avendo fresche le letture di altre tragedie, come Amleto e Macbeth, sono rimasta un po’ delusa da quest’ultima. Da non denigrare assolutamente, però, volendo mettere su una bilancia, ho preferito per “stratagemmi” di linguaggio teatrale, la scrittura di altre opere del Bardo rispetto a questa. Per quanto riguarda il Sogno, mi ha invece divertita alquanto: ho adorato tantissimo gli equivoci e gli scambi di persona così come tutto il “carnevale” di personaggi e luoghi magici portati in scena. Davvero bello!

Chiara Caroli

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Espiazione – Ian McEwan #IanMcEwan #Espiazione

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Ok. Mi sento completamente inadeguata a recensire questo libro, eppure voglio provarci perché mi dispiacerebbe non condividerlo con voi e rischiare di non regalare a qualcuno che ancora non l’abbia letto il gusto e la curiosità di prenderlo in mano.
Leggetelo. Fine della recensione.
No, scherzo.
1935, Inghilterra. L’Europa prepara la guerra, anche se le persone non lo sanno ancora.
E c’è questa bimbetta di tredici anni che deve fare a tutti i costi la primadonna e mi ricorda tanto una me stessa più piccola e, sospetto, insopportabile.
Insomma, questa signorina si convince di vedere cose che non esistono e spiegarne altre che esistono nel modo più romanzato e avvincente che il suo personale punto di vista riesca a immaginare, chissenefrega di quale sia la verità, se è meno convincente di quella che inventa lei. Non mente sul serio: si convince. Poi convince gli altri. In guai abbastanza seri ci finiscono un mucchio di persone, tra cui, pur se a scoppio ritardato, lei stessa.
Ma non è la storia in sé il punto forte del libro, o meglio, non è il solo.
I personaggi sono tratteggiati tutti, anche i minori, in modo assolutamente esaltante: a te che leggi par di conoscerli sul serio. La narrazione è talmente penetrante che in più momenti, mentre ero sovrappensiero in tutt’altre faccende affaccendata e mi soffermavo con la memoria sul fotogramma di un film visto di recente, riassaporando le sensazioni vivide e potenti che mi aveva saputo suscitare dentro, nel metterlo a fuoco mi rendevo conto che si trattava in realtà di un passaggio del libro.
Quando un romanzo è scritto bene, ne vedi i dettagli e nemmeno sai se ti sono stati descritti tra le righe o se ce li hai messi tu da solo. Un orlo di merletto, un fiocco nelle treccine, un vialetto di ghiaia, il bocchino d’oro di una sigaretta, cose insignificanti che però originano un mondo credibile intorno a te che leggi.
E se non bastasse, i punti di vista diversi che si intrecciano ininterrottamente per offrirti una storia tridimensionale con una verità per ciascuno di essi, lo snodarsi di un intreccio sorprendente e a suo modo costellato di colpi di scena piccoli e grandi, l’epilogo che non voglio certo svelare ma che mi ha pienamente soddisfatta… Una scatola cinese di cui non percepisci nemmeno l’esistenza, all’inizio. Espiazione è un romanzo che parte in sordina ma cresce, come un’opera lirica, verso picchi inaspettati e profondità che tologno il fiato. Basti pensare che per la prima metà del libro non succede nulla, o perlomeno così sembra. Metà romanzo all’apparenza immobile, al cui interno invece è ricamato con un’abilità sorprendete tutto il bagaglio di dati, informazioni, caratteri ed eventi che costituiranno il resto del racconto, concentrati e pronti ad essere liberati con potenza straordinaria.
In Espiazione, l’espiazione è di tutti, a pagare sono tutti. Le colpe proprie o quelle di qualcun altro, le colpe commesse o quelle di cui si è ingiustamente accusati, testimoni, giudici, carnefici e vittime, tutti espiano a proprio modo e in momenti diversi. Qualcuno troverà un riscatto parziale, qualcuno rimarrà sommerso.
Insomma, se avete altri titoli dello stesso autore che ritenga altrettanto validi, vi supplico, me lo dica qui e ora!

Sara De Paoli