George Saunders – 10 dicembre

1382845_386740311473930_6768762595120969738_ne mi dica, Signora mia, allei piaciono i racconti? ma guardi, anche no, io prediligo le mappazze.

ah, ecco, mi pareva…però il surreale, ecco, il surreale lo gradisce, nevvero?
mmhhh…bè, inzomma, proprio pegnente sarebbe la risposta esatta.
e quindi sto 10 dicembre, racconti che più racconti nun se pole, e surreale che aiutateme a dì surreale ne deduco che l’abbia sputato?
madechè, questo 10 dicembre io l’ho adorato, eccallà.
e mi sono anche discretamente nnammorata dello scrittore, che uno che scrive così strano e così preciso che i personaggi li vedi davanti ai tuoi occhi pur essendo essi stessi tutti strani e stralunati esagitati patetici commoventi. che pensi, ecco meno male che non assomiglio manco pe sguincio a sti foridebrocca, io. e un minuto dopo trovi i loro pensieri nella tua testa, li stai pensando ora, li hai pensati un mese fa, li penserai in un prossimo futuro, forse. perché sono così fragili e umani, questi personaggi, così presi da preoccupazioni che potrebbero essere le nostre, così rabbiosi e teneri che non puoi fare a meno di amarli e quando ti scende una furtiva lacrima e il libro è finito vorresti conoscerlo, il papà di questi scappati dal cim, perché ecco, la sua gentilezza ti sembra di toccarla, proprio qui, ora, tra le tue mani.

Lazzìa

Adriana Lisboa – Hanoi

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No, non è un libro che fa ribaltare dalle risate. E’ un romanzo che parla della resilienza e del modo di affrontare la morte. Parla dello sradicamento e anche di come talvolta si riesce a piantare le radici in terreni inaspettati.
“È quel che si fa per sopravvivere. Le persone trovano un luogo dove appoggiare il corpo. Può trattarsi di una finestra, dei resti di una parete in una città devastata dalla guerra, di un albero, di un divano”. Poi ci sono incontri e amicizie che in qualche modo salvano. E c’è lo straordinario, divino potere della musica (e chi l’ha sperimentato sa di cosa parlo).
Piaciuto molto.

Lazzìa