Mattatoio nr. 5 o La crociata dei bambini – Kurt Vonnegut

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Avevo comprato questo libro tanti anni fa e poi a causa di innumerevoli traslochi era finito impolverato nella libreria dei miei, dimenticato.

Romanzo di condanna alla guerra, narra delle vicissitudini Billy Pilgrim che durante la seconda guerra mondiale viene fatto prigioniero dai tedeschi durante il bombardamento di Dresda (come accadde a Vonnegut). Fin qui niente di strano ma l’autore inserisce anche l’elemento fantascientifico: Pilgrim ha la facoltà di viaggiare nel tempo (il perché e come lo si scoprirà!), e nel libro vengono narrati episodi della sua vita in ordine sparso, così come li vive lui, fino a vivere diverse volte il giorno della propria morte (senza preoccuparsene più di tanto, alla fine!).
Il libro si legge in un soffio e mi piace che Vonnegut, attraverso l’utilizzo dell’elemento fantascientifico, abbia raccontato, con humor nero che tanto mi piace, l’assurdità della guerra.

Ivana Vignato

Mattatoio n° 5 o La crociata dei Bambini (Slaughterhouse-Five; or, The Children’s Crusade: A Duty-Dance With Death) è un romanzo di Kurt Vonnegut del 1969. Il libro è una testimonianza dell’autore sulla propria prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale e sul bombardamento di Dresda.

Mattatoio n. 5 è considerato un’opera-chiave del pacifismo moderno e un racconto sul valore effimero dell’esistenza. Il sottotitolo (La crociata dei bambini) non si riferisce solo alla famosa Crociata dei Bambini del 1212, ma alla guerra stessa, in cui uomini anziani decidono di far la guerra mandando dei “bambini” a morire al posto loro.

Vonnegut è stato candidato ai due maggiori riconoscimenti della letteratura fantascientifica, il Premio Hugo[1] e il Premio Nebula[2].

Kurt Vonnegut, Le Sirene di Titano

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Se pensate che in ciò che ha scritto c’è qualcosa di sciatto, forse avete ragione, ma rileggetelo, tanto per essere sicuri”.
Ecco, direi che la migliore recensione di un qualsiasi libro di Kurt Vonnegut possa essere questa frase scritta dal figlio nella prefazione di una raccolta di sui scritti postumi.
Le Sirene di Titano è invece uno dei suoi primi libri, pubblicato per la prima volta nel 1959.
La vicenda, come spesso capita per i libri di Vonnegut, è difficile da riassumere; e oltretutto sarebbe, francamente, poco attraente, almeno per me. A pensarci, se non conoscessi l’autore, la semplice lettura della quarta di copertina o dei risvolti, dove si leggono frasi giustissime ed esatte tipo: “Le Sirene di Titano è infatti una feroce satira sociale in cui l’autore si prende gioco della guerra, della religione e della finanza” non mi avrebbero sicuramente invogliato ad intraprendere un viaggio interplanetario tra la terra, Marte e Saturno assieme ad un improbabile miliardario e a seguirne le sue surreali avventure. Davvero non vorrei trovarmi nei panni di uno cui viene chiesto di scrivere la quarta di copertina di un libro di Vonnegut. Avete presente quelle serata passate a chiacchierare con i vostri amici più cari, ridendo a crepapelle, arrabbiandovi, commuovendovi anche, bevendo buon vino e mangiando tonnellate noccioline e pistacchi e patatine e perché non prendiamo un dolce e dai ancora un bicchiere e ma devo guidare e dai che ti accompagno io e si, ma allora smetti tu di bere…
Ecco, quelle serate che ti sembrano perfette e vorresti non finissero mai, che poi quando ci ripensi e le racconti, tu stesso ti trovi a pensare “beh? E perché mai è stata una serata così perfetta?”.
Ecco, questo libro è così.

Buona lettura.

Luca Bacchetti