Quel fantastico peggior anno della mia vita – Jesse Andrews

Io sono Greg, quello che ha scritto questo libro. Poi c’è Earl, il mio amico. E questa è la storia dell’anno che lui e io abbiamo passato con Rachel, cercando di tirarla su. Per lei abbiamo anche girato un film. Forse il piú brutto film di tutti i tempi.

quel

Una ragazza malata di leucemia e un amico a tutti i costi. Non ricorre al classico pastrocchio emotivo e romantico della tizia ammalata e dell’amico che corre in suo soccorso, piuttosto è il disegno in bianco e nero della mente di un ragazzo (nerd, non tanto bello, non tango magro né tanto grasso, ma ironico a dismisura) alle prese con la vita vera.

“Forse non mi sono spiegato bene. Quello che voglio dire è che questo libro contiene zero lezioni di vita, zero piccole verità sull’amore, zero momenti di calde lacrime in cui abbiamo tipo capito di aver abbandonato l’infanzia per sempre. E, a differenza di quasi tutti i libri in cui una ragazza si ammala di leucemia, non ci sono quelle frasi lunghe come un paragrafo e super mielose, che dovrebbero sembrare profonde solo perché sono in corsivo.”

Credete che Jesse Andrews abbia letto il prof2.0 e si riferisca velatamente a lui?

Ragazzi, ho adorato ogni pagina di questo libro.
C’è anche un film, ma ho paura a guardarlo.

Daniela Q.

DESCRIZIONE

Il primo giorno di scuola, per Greg, è stato anche meglio del previsto. Stavolta, se non altro, nessuno gli ha spremuto le bustine di senape sulla testa. Il suo buonumore, però, dura poco. Il tempo che la madre torni a casa e gli spieghi che la sua compagna Rachel è ammalata e che lui dovrà starle vicino. Per uno come Greg, il nerd piú asociale della scuola, non poteva esserci notizia peggiore. La sola consolazione è che con lui ci sarà pure il suo amico Earl. Insieme decideranno di girare un film per lei. Un film che avrà un’unica, devotissima fan. 

 

Colpa delle stelle, John Green

tfios2

Passare la notte insonne per finire un libro pensando che non avrebbe mai dovuto essere scritto. Ecco questo è il sottotitolo alla voce “un libro che ti ha fatto piangere” della sfida. Ho scelto, per piangere un po’, quello che il mio amico psicologo ha definito un quadro splendido dei sentimenti adolescenziali: colpa delle stelle. La prima parte è un cinico racconto di vita di adolescenti col cancro. Troppo affaticati per essere incazzati, infastiditi dai “premi del cancro” che ricevono per compassione, divorati dai sensi di colpa per essere causa di sofferenza per i genitori sconvolti. Parte poi la storia d’amore e all’inizio è descritta proprio bene con gli impacci di due ragazzini alle prese con il desiderio di essere grandi e un po’ di ironia per i limiti fisici portati dalla malattia. È l’ultima parte che non doveva essere scritta o che almeno io avrei voluto non leggere. Quella che fa piangere e porta tra l’altro il libro al livello di compassione che aumenta le vendite. Non lo so giudicare questo libro. Non so dire se sia ben fatto o mal fatto, non so, e di questo ringrazio chiunque io possa ringraziare, come sia avere 17 anni e il cancro. Mi si è insinuato dentro e in una morbosa spirale di sofferenza ho voluto finire di leggerlo sapendo benissimo con quanto dolore sarebbe finito.
Adesso ho bisogno di un libro che mi faccia riprendere e di scendere a mangiare qualcosa per colmare quel senso di vuoto che mi hanno lasciato gli occhi di augustus.

“Ognuno voleva sconfiggere non solo il cancro, ma anche gli altri presenti nella stanza. Mi rendo conto che è irrazionale, ma quando ti dicono che hai il 20 per cento di possibilità di vivere per altri 5 anni scatta una specie di gara e ti rendi conto che vuol dire uno su cinque. Quindi ti guardi intorno e pensi, come farebbe ogni persona sana: devo sopravvivere a quattro di questi bastardi.”

Agata Pagani