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E questa mattina, alle ore 1.35 ho terminato Guerra e Pace, un(quattro) libro(i) che mi ha(nno) sempre fatto un po’ paura, forse perché io con gli autori russi vado d’accordo solo se supero la centesima pagina, un po’ perché più di 1400 pagine fanno impressione… Non mi metto qui a recensire questa opera d’arte, perché non ne sarei capace come vorrei, ma posso dire che è un libro meraviglioso, completo, che ti riempie.
Ci si innamora degli ambienti, dei personaggi, delle vicende. C’è la guerra e ci sono le vicende umane, c’è la sofferenza, la gioia, il senso della vita.
Concordo con chi mi scriveva che lo avrei terminato in poco tempo (quasi tre settimane mi sembrano buone…).
Ultima osservazione riguardo l’edizione: pare che la migliore traduzione sia quella della Garzanti, ma non avendola trovata nelle due librerie vicino casa, ho dovuto ripiegare sull’edizione Einaudi, altrettanto bella ma che ha un solo difetto per chi non conosce la lingua francese, perché le tante parti in lingua non sono tradotte.

Ivana Vignato

Il sergente nella neve – Mario Rigoni Stern

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Libro scritto con uno stile semplice semplice e molto breve ma ricco di significato. L’autore ripercorre episodi che risalgono all’inverno del 1944, quando con il suo battaglione è stato protagonista della ritirata di Russia.
Oltre agli avvenimenti c’è molta riflessione personale, dalle riflessioni sulla vita al fronte alla paura e all’incertezza per il futuro.

Ivana Vignato

“Dopo la prima sorpresa tutti i miei gesti furono naturali, non sentivo nessun timore, né alcun desiderio di difendermi o di offendere. Era una cosa molto semplice. Anche i russi erano come me, lo sentivo. In quell’isba si era creata tra me e i soldati russi, e le donne e i bambini un’armonia che non era un armistizio. Era qualcosa di più del rispetto che gli animali della foresta hanno l’uno per l’altro. Una volta tanto le circostanze avevano portato degli uomini a saper restare uomini. Chissà dove saranno ora quei soldati, quelle donne, quei bambini. Io spero che la guerra li abbia risparmiati tutti. Finché saremo vivi ci ricorderemo, tutti quanti eravamo, come ci siamo comportati. I bambini specialmente. Se questo è successo una volta potrà tornare a succedere. Potrà succedere, voglio dire, a innumerevoli altri uomini e diventare un costume, un modo di vivere… “