Una spola di filo blu – Anne Tyler #annetyler

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Dopo una grande delusione da parte di un libro che invece di avvincerti ti respinge tanto è arrogante e mal scritto (sto parlando di “Memoriale dell’inganno” di J . Volpi, così brutto che l’ho cancellato dal Kindle) ho quasi finito (95xcent) Una spola di filo blu stupendo romanzo di AnneTyler. Non avevo mai niente di questa piacevolissima scrittrice che ti avvince con una scrittura placida e calma facendo vivere( letteralmente) con la famiglia Whitshank. Una famiglia normale ma quante cose accadono in una famiglia normale. La Tyler con immensa bravura fa passare la vita e la morte in questa casa di Baltimora abitata da 3 generazione di Whitshank. La casa e’ centrale: costruita dal capostipite Junior,carpentiere attento e maniacale nel suo lavoro, per una ricca famiglia, viene poi acquistata da Junior e diventa la mansion borghese dei Whitshank: nonno Junior e la moglie Linda Mae (c’è una rivelazione shock sul loro amore a metà libro) il figlio Red(clife) e la moglie Abby personaggi centrali e molto amabili e i loro figli Amanda e Jeanie, Denny e Stem con rispettivi mariti e mogli. Ogni protagonista col passare delle pagine rivela l’inquietudine, l’impulsività, i rancori nascosti di tutte le famiglie all’apparenza tranquilla e normali. Nel raccontare le loro storie Anne Tyler dispiega tutta la sua grazia tagliente.
5 palline su 5 e subito a comprare Lezioni di respiro premio Pulitzer anni fa della Tyler.

giulio guida

Frank Schatzing, Breaking news

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Non avevo mai letto questo autore tedesco di best seller ma ne avevo sentito parlare bene. L’ho incontrato in questo super volume di 1000 pg a cui si addicono molti e contraddittori aggettivi: fondamentalmente bello ed interessante ma ridondante al parossismo di storie, personaggi e descrizioni. Un buon editor ne avrebbe tagliate la metà. Trama complessa ma intrigante: la lotta dello stato di Israele per nascere, crescere e soprattutto difendersi dagli arabi, palestinesi, giordani e siriani ecc. Il tutto visto attraverso le generazioni della famiglia Kahn fra cui Benjamin fanatico di destra e Yehuda fratello esperto agronomo pacifista e come amico nientemeno che Ariel Sharon e la sua irresistibile ascesa politica attraverso le innumerevoli guerre ben note e ben descritte dal punto di vista Israeliano. E quindi arabi, OLP, Hamas, Hezbollah, il troppo sopravvalutato Arafat: sembrano (e per me lo sono) i pellerossa dei bei western di una volta che attaccano i coloni bianchi,
Questa ricostruzione è ben fatta anche se costruita con continui salti temporali in flashback aaaand flashforward. Come se non bastasse il tutto si mischia al filone principale: il giornalista tedesco Tom Hagen alla ricerca di scoop che combina un disastro in Afghanistan poi va in Libia (lungo capitolo che andrebbe tolto perchè non aggiunge nulla alla miriade di personaggi) poi arriva a combinare guai in Israele inseguito dallo Shin Beth. E qui il romanzo che pur colando riflessioni e descrizioni initili fa di Tom Hagen uno 007 che semina tutti i servizi segreti: Bah!
Libro molto interessante per la corretta rievocazione storica specie il contrasto fra i fanatici ebrei a cui si appoggia a volte Sharon e per le giravolte della real politick ma troppo affollato di personaggi e luoghi. Facile perdersi ma alla fine conviene ritrovare il filo e continuare la lettura. 3 su 5 se li merita tutti.

Giulio Guida