IL CAFFE’ DEI MIRACOLI – Franco Di Mare

dimare
Prima voglio ringraziare chi del gruppo (non ricordo il nome) ha segnalato questo romanzo. L’ho trovato veramente carino, un acquerello sull’umanità, in questo caso sulla vita di un ipotetico paese affacciato sul golfo di Salerno.
Nella piazza principale, nella notte, è stata messa una statua di Botero. In particolare una sua interpretazione della Maja Desnuda. Questo sarebbe nulla, ma chi ha posizionato la statua ha fatto si che l’enorme fondoschiena della Maja fosse rivolto verso il portale della cattedrale dove a giorni si sarebbe svolta la messa in onore della santa protettrice del paese e ad officiare la messa ci sarebbe stato il vescovo. Per completare l’opera, poco dopo, alla base della statua verrà lasciata una scatola con all’interno una neonata…

Immaginate il parroco, i paesani che cominciano a ricamare ipotesi, il sindaco che ha organizzato la mostra, l’opposizione che non gliene fa passare una, il maresciallo dei carabinieri che paragona le sue azioni con le punizioni di Baggio e la fruttivendola che come forme non ha nulla da invidiare alla statua… insomma Franco Di Mare ci disegna man mano un delizioso affresco paesano. Non manca niente: i personaggi ben descritti, le storie di paese, la storia dell’arte, l’architettura, i preti, i politici, le ragazzine e la costiera amalfitana. Lettura molto scorrevole, che ricorda a tratti Andrea Vitali.

Buona lettura a tutti!

giancarlo z.

DESCRIZIONE

È sempre intorno a loro, le fimmine, che si agita il mare delle passioni. E il mare, quando tira malo tempo, in un niente può volgere a tempesta. Ma vale lo stesso se la donna in questione è una statua di marmo, un opulento nudo di Botero il cui sedere da tre tonnellate guarda malauguratamente in direzione di una chiesa? È quel che succede a Bauci, piccolo borgo a strapiombo sulla costiera amalfitana, diventato località alla moda grazie a un festival artistico che quest’anno celebra appunto il maestro colombiano. Quando don Enzo, il parroco, vede l’opera al centro della piazza va su tutte le furie: come si può concepire tale oscenità, peraltro a pochi giorni dalla visita del vescovo? Ma toglierla non si può. Spostarla neppure. Cosa fare, dunque? Se lo chiede Rocco Casillo, il sindaco, al quale la statua serve per coronare i suoi sogni politici, e se lo chiede l’intera, colorata comunità di Bauci. Strane dicerie e fatti inspiegabili si susseguono fin quando, ai piedi dell’imponente chiattona, compare un fagotto con dentro una neonata. La pietra dello scandalo è servita… In un romanzo che sembra già un classico, Franco Di Mare dirige un coro formidabile di furbizie e rivalità, di voltafaccia e colpi di genio. E tocca il nostro cuore da vicino, strappandoci sorrisi e lacrime. Bauci non esiste eppure è verissima, è al Sud ma potrebbe trovarsi in qualunque parte d’Italia; i suoi abitanti siamo noi, così ingegnosi nel complicarci la vita ma così tenaci nel tirarci fuori dai guai.

Ladakh morte nel Monastero (LaNera) – Graziella Canapei #0111edizioni #graziellacanapei

01111

Ho acquistato questo libro, ed un altro della stessa autrice, in quanto in offerta stracciata (confesso), sarà perchè non mi aspettavo nulla, ma debbo dire che l’ho gradito, molto piacevole, con una discreta trama ed una scrittura stringata (a volte piace). Il libro è in ebook di 139 pagine, se lo avesse scritto, che so, Wilbur Smith o Ken Follett ne avrebbero sicuramente usate almeno altre settecento per la stessa storia.
La trama: quattro vecchi amici che amano viaggiare, vanno nella regione del Ladakh, presso un monastero buddista. Uno dei quattro ha un incidente e muore. Sei anni dopo il figlio fa lo stesso viaggio e scopre (udite udite) che il padre si è reincarnato in un bambino che vive con i monaci. Questo bambino gli dice che qualcuno, di notte, lo ha spinto in un dirupo…. Il figlio torna a casa e vuole capire chi, dei tre amici che erano insieme a suo padre, lo abbia ucciso. Non racconto altro, ma la storia segue un percorso, secondo me, non banale con un finale interessante. Per me nel complesso il lavoro è ben fatto, l’autrice scrive bene, in maniera avvincente. In certi tratti ho dovuto accelerare la lettura per scoprire al più presto cosa sarebbe successo. Forse il finale non sarà da brivido, e la tematica della reincarnazione è trattata con un po’ di superficialità. Mi sento comunque di consigliarlo, la lettura appassiona. Qualche problema di formattazione, con interlinee che vanno per i fatti loro. Buona lettura a tutti.

giancarlo zeppa