Il responsabile delle risorse umane – Abraham B. Yehoshua

Un viaggio contro il gelo che sembra sceso sul mondo, contro l’egoismo e l’aridità, per recuperare la propria umanità perduta.

Un terrorista suicida si fa esplodere in un mercato di Gerusalemme. Una donna muore. Era straniera, viveva da sola in una squallida baracca di un quartiere di religiosi. Nessuno va a reclamare il suo cadavere all’obitorio del Monte Scopus. Eppure Julia Regajev aveva ancora formalmente un lavoro, come addetta alle pulizie in un grande panificio della città. Un giornalista senza scrupoli sfrutta il caso per imbastire uno scandalo e denuncia la «mancanza di umanità» dell’azienda, che non si è nemmeno accorta dell’assenza della dipendente. Tocca al responsabile delle risorse umane, spedito in missione dall’anziano proprietario del panificio, cercare di rimediare al danno d’immagine. Ma il viaggio verso la compassionevole sepoltura della donna si rivela per lui molto piú importante di un’operazione di facciata nei confronti dell’opinione pubblica.

Ho appena finito di leggere questo libro di Abraham Yehoshua, autore morto da pochissimo. Non avevo mai letto niente di questo scrittore, ma sapere che è uno dei preferiti di Pia Drovandi mi ha dato la motivazione per iniziare a conoscerlo. Pia è una grande e raffinata lettrice, perciò mi fido del suo giudizio.

Non mi sono pentita, il libro è veramente bello. Nell’Israele tormentato dagli attentati terroristici, un uomo qualunque e il suo capo, che nasconde una profonda umanità, si mobilitano per riportare in Patria, in un Paese povero e lontano, il corpo straziato di una loro dipendente morta nel corso di un attentato. A poco a poco scopriamo la storia di questa donna, un ingegnere che si è adattata a lavorare come addetta alle pulizie per vivere a Gerusalemme, sola e senza legami. Il viaggio di ritorno verso le sue origini è, come spesso accade, un itinerario di scoperta di sé e degli altri, in un universo sconosciuto e affascinante. Il finale è spiazzante e liberatorio al tempo stesso, una vera sorpresa.

Consigliatissimo.

Giovanna Ferloni

di Abraham B. Yehoshua (Autore) Alessandra Shomroni (Traduttore)

Einaudi, 2018

Moon Lake – Joe R. Lansdale #JoeLansdale #Einaudi

Daniel ha solo quattordici anni quando una sera di ottobre la sua infanzia naufraga nelle acque buie del Moon Lake. Per tutto il tempo la verità è rimasta nascosta sotto lo scintillio della luna. Ma adesso, per «Danny», è arrivato il momento di dare un senso al suo dolore.

«Papà inserí la prima e avanzò un po’, dando una leggera spinta all’acceleratore. Fui contento all’idea che finalmente ci muovessimo da lí. – Voglio che tu sappia quanto ti voglio bene, – disse. Prima che potessi rispondere «anche io ti voglio bene», diede una forte accelerata, la macchina scattò in avanti e il ponte tremò. Girò il volante a destra e la grossa Buick, con le sue cinque rate ancora da pagare, sfondò la ringhiera marcia e si fiondò nello spazio come un razzo.»

TRAMA SNELLA: c’è del marcio a New Long Lincoln, cittadina del Texas orientale sorta un po’ più in là, rispetto al Moon Lake, che nelle sue acque scure cela i resti del vecchio paese, sommerso con la costruzione della diga, e non senza vittime.

Daniel, che da ragazzino in quel lago ci ha quasi lasciato la pelle al traino di un padre aspirante suicida, cerca di fare luce sul misterioso ritrovamento di automobili che, gettate sul fondale melmoso, custodiscono cadaveri nei loro bagagliai. Il Consiglio Comunale e la polizia locale saranno disposti a lasciarlo ficcanasare, correndo il rischio che venga gettata luce su torbidi segreti e giochi di potere che da decenni si perpetuano in città? Uhmmm… decisamente no!

Tra spari, mazzate, sarcasmo e un po’ di sensualità, si corre via dritti verso un finale in perfetto stile Lansdale.

E, a tal proposito, diciamo che dopo venticinque anni che leggo Joe R. e una sessantina di suoi volumi nella libreria di casa, posso dire che la questione è esattamente tutta qui: se si legge Lansdale con assiduità, alla lunga non ci si domanda più se il nuovo romanzo sia bello o brutto, ma se assomigli al suo creatore e se sia all’altezza della tradizione, se incarni cioè al meglio quello che è il canone dello scrittore texano.

E stavolta, dopo qualche giro un po’ più o un po’ meno a vuoto, direi che ci siamo. In questo romanzo Lansdale c’è tutto o quasi e c’è nel modo che ci si aspetta. Che non sarà ovviamente originale nel senso di diverso dal solito, ma di certo lo è nei termini della O nel marchio D.O.C.

Insomma, per i veri fan direi che si tratta di soldi e tempo spesi bene.

Iuri Toffanin

di Joe R. Lansdale (Autore) Luca Briasco (Traduttore)

Einaudi, 2022