Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra – Gino Strada #GinoStrada #Feltrinelli

Le cronache di un chirurgo di guerra, fondatore di Emergency, l’associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo. In questo libro, Strada mette a nudo le immagini più vivide, talvolta i ricordi più strazianti, le amarezze continue della sua esperienza di medico militante, stretto continuamente tra le politiche ufficiali dell’ONU e dei padroni della guerra e le pratiche del volontariato internazionale. Prefazione di Moni Ovadia.

Che l’essere umano fosse la specie peggiore esistente in natura mi era chiaro già da tempo: solo la mente malvagia degli uomini ha potuto partorire l’idea (poi messa in pratica!) di costruire delle mine antiuomo con sembianze di giocattolo…i pappagalli verdi appunto (di produzione ITALIANA, che vergogna…) in modo da attirare l’attenzione dei bambini e far sì che queste esplodessero tra le loro piccole mani innocenti

.Bambini già segnati da guerre eterne, bambini abituati a convivere con i bombardamenti, con le esplosioni, con la morte di persone care e la perdita di parti di sé.Bambini, quelli che sopravvivono, a cui vengono amputate mani, braccia, gambe, bambini che perdono la vista, gli amici, la famiglia, ma mai la voglia di vivere. È incredibile la velocità con cui si abituano alle stampelle, al buio senza fine, all’assenza di quella cosa che dovrebbe essere un loro sacrosantissimo diritto: l’infanzia e la spensieratezza.

“È QUEL CHE CI SORPRENDE SEMPRE, E CHE CONTINUIAMO A NON CAPIRE, DEI NOSTRI BAMBINI: CHE RIPRENDANO COSÌ IN FRETTA A SORRIDERE, A GIOCARE, A ESSERE FELICI.”

Per fortuna in questo mondo marcio ci sono persone, medici, chirurghi, infermieri, volontari, che scelgono di andare lì, nei paesi da sempre dilaniati dai conflitti, rischiando la vita, per cercare di salvare quante più persone possibili, quanti più bambini, donne, anziani… già, perché la percentuale maggiore delle vittime di guerra è rappresentata proprio dai civili! Luoghi in cui il valore della vita diventa marginale, dove si spara ad un bambino di 6 anni perché “tra vent’anni ne avrebbe avuti 26”!!! Se uccidi i bambini, ammazzi il futuro di quel popolo… e il tuo nemico è sconfitto.

Gino Strada era una di queste Persone Straordinarie, un chirurgo di guerra, prima con la Croce Rossa Internazionale, poi fondatore di Emergency.Ma ogni parola su quest’uomo è superflua e indegna di lui: lui agiva, non perdeva tempo in chiacchiere. Questo libro è fatto di stralci della sua vita lì, in Kurdistan, in Afghanistan, in Iran, in Iraq, in Pakistan, in Etiopia, in Ruanda, tutti paesi feriti a morte, che lui ha cercato di curare, non potendolo fare nell’anima, almeno nei corpi.

Un libro del 1999… purtroppo ancora attualissimo.

Antonella Russi

di Gino Strada (Autore) Feltrinelli, 2013

Happy Hour – Mary Miller #MaryMiller @edblackcoffee

«Mary Miller non è interessata a travolgere il lettore con effetti speciali; la sensazione di vertigine, di spaesamento scaturisce a livello della singola frase. Quello è il suo regno. Nei suoi racconti nulla è risolto, o anche solo risolvibile. Tutto avviene all’interno di uno spiraglio in cui al lettore è concesso di sbirciare per assistere a una vita mentre viene semplicemente vissuta.» – Electric Literature

Diciassette racconti, diciassette protagoniste femminili insoddisfatte della propria vita e, tuttavia, incapaci di cambiare. Diciassette ritratti squisitamente contemporanei che parlano di relazioni nell’accezione più ampia del termine (amorosa, amicale, familiare) con tenerezza e brutalità ben dosate.

Uno stile asciutto e accurato, uno sguardo acuto e rigoroso sulla femminilità attuale, contraddittoria e meravigliosamente complessa.

Nella frase che segue è racchiuso lo spirito del libro.”Chiudo gli occhi e rifletto. So che potrei fare di meglio, che è nelle mie facoltà, e che anche Aggie potrebbe, ma per qualche motivo abbiamo deciso di concederci il lusso di trascurare il nostro potenziale, di illuderci che stiamo facendo del nostro meglio”.

di Mary Miller (Autore) Sara Reggiani (Traduttore) Edizioni Black Coffee, 2017

«Storie di sconfitta e solitudine, di decisioni sbagliate o, peggio, dell’incapacità di prenderne. Storie come acque pericolose, in cui le protagoniste sanno di dover reagire, di dover nuotare verso la riva eppure restano semplicemente a galla e continuano a lasciarsi trasportare. Happy Hour riconferma Mary Miller come voce imprescindibile del Sud degli Stati Uniti.»

Saturnine Puissant

Ammantato dal fascino proprio del Sud degli Stati Uniti, Happy Hour è un susseguirsi di storie di giovani donne, figure tormentate quanto realistiche, in lotta contro se stesse. Su uno sfondo di scialbi distributori di benzina, piscine pubbliche, drive-thru e bettole, ogni personaggio si trascina dietro il proprio fardello nella convinzione di meritare di meglio, e cerca comprensione nei luoghi più improbabili.Osservando il delicato tessuto della vita quotidiana delle sue protagoniste, Miller ci narra l’amore degli incompresi, la ricerca di conforto nelle cattive abitudini di cui non si riesce a fare a meno e i dettagli quotidiani di rapporti destinati a finire. Happy Hour è il confortante calore di una serata alcolica e la verità brutale che ti riscuote dal sonno il mattino seguente. Fa male ma non riesci a smettere. Con l’onestà che contraddistingue la sua scrittura, Mary Miller firma ancora una volta un lucido e struggente ritratto della femminilità oggi.