Stephen King, Stagioni diverse

Vabbè, dai, che ve lo dico a fare?
Ti amo, Mister King.

Nota: il giovane Todd nel racconto del criminale nazista è il personaggio più spaventosamente raccapricciante incontrato finora nei libri di Stephen King.

Anna LittleMax Massimino

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Lorenza Inquisition: È vero. Io non l’ho mai più potuto rileggere da che uscì, mi impressionò troppo, e lui ancora me lo ricordo

Luca Giammattei Il giovane Todd è uno dei personaggi più inquietanti tout court che si possano incontrare su di un libro.

PierFrancesco Marton: Masterpiece. Dovrebbe essere fatto leggere alle scuole elementari.

Lorenza Inquisition Ahah elementari no, dai, mi sono scioccata io in seconda liceo!

Piero Gattone Povero Todd dopotutto voleva solo seguire i suoi interessi. Non era un caccolicchio di scrittore.

Lorenza Inquisition Comunque la sua formazione è angosciante.

E. Sciarada Terruzzi: Sono rimasta sorpresa dal tipo di libro. Mi aspettavo che fosse tutto sulla falsa riga dell’ultima storia, tutto abbastanza pulp invece chevvelodicoaffa’ sono rimasta rapita nonostante mi aspettassi una cosa diversa

 

The Shining, Stephen King

theshining

Improvvise visioni di sangue, apparizioni di morti, oggetti che si animano al nostro voltare di sguardo, vespe assassine, mazze sguiscianti roteate minacciosamente… tutto il repertorio del genere per terrorizzare il lettore. Non mancano citazioni di classici di genere, come la stanza proibita di Barbablù, la morte nera di Poe, le visioni oniriche di Alice. Ma prima ancora, quello che più di ogni cosa crea l’invadente senso di terrore è l’essere dentro la testa dei protagonisti, dentro le loro angosce e paure: quelle del piccolo Danny di percepire, grazie al suo “dono” l’idea del divorzio nei pensieri dei genitori, o la voglia di alcool in quelli del padre; la paura di Wendy che il marito ceda a quella voglia e che essa sfoci in violenza verso il figlio. Ma la mente più disturbata è quella di Jack, che lotta contro il timore di perdere il controllo e di leggere nei propri eccessi i sintomi della schizofrenia, della pazzia. Impossibile non avere sempre in mente il ghigno sardonico di Jack Nicholson della versione cinematografica; eppure io ho provato grande empatia per Jack: volevo che resistesse, che avesse successo come padre, come scrittore. Volevo che scrivesse il suo libro sull’Overlook Hotel. Speravo che potesse salvarsi, ma Jack è completamente preda della forza che anima l’Overlook e deve soccombere con essa. E quando ormai avevo dato per scontato che il piccolo Danny fosse in salvo, grazie all’intervento di Dick, ecco che la forza si riaccende, tentando di impossessarsi anche di lui e tenendomi di nuovo col fiato sospeso!
Questo libro mi ha terrorizzato fino alla fine, ma ciò non ha fatto altro che aggiungere un fascino in più ad una lettura che è stata impellente, elettrizzante, suggestionante.

Arianna Pacini