Il giardino segreto, Frances Hodgson Burnett

comunque, a proposito di giardini, tempo fa per rompere l’egemonia di “Valentina” nella libreria di mia figlia le ho buttato lì un classicone “il giardino segreto”…

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Il romanzo narra il processo di maturazione di due fanciulli, Mary e Colin, grazie alle cure da essi prodigate a un giardino segreto, un giardino circondato da mura il cui ingresso era stato proibito anni prima dopo un grave incidente. Ora me lo sto rileggendo e devo dire che dopo 30 anni, anche 32, mi piace! come mi piacque allora quando, ovviamente, contribuì alla nascita di diversi giardini “segreti” nella campagna intorno a casa mia!

Simona Patrone

Bambini e ragazzi si possono educare da soli; l’amicizia tra loro può aiutarli a migliorarsi; il lavoro e la vita all’aperto garantiscono un corpo sano e favoriscono un buon equilibrio psicologico: queste sono quindi le tesi educative del romanzo, in netto contrasto con le convinzioni pedagogiche dell’epoca. Solo la guida, l’insegnamento e la vigilanza degli adulti potevano garantire l’educazione di bambini e adolescenti; l’amicizia tra ragazzi poteva essere pericolosa e andava sempre vigilata dagli adulti; l’amicizia tra ragazzi e ragazze era molto pericolosa e andava controllata e limitata dagli adulti; quando si trovavano all’aperto e vivevano con gli animali, i ragazzi – anche peraltro per la diffusione e la scarsa curabilità di gravi patologie – dovevano rispettare rigide norme igieniche per evitare pericolose malattie: queste infatti erano le convinzioni educative più diffuse a inizio secolo sia in Europa che negli Stati Uniti. Come è evidente quindi, un libro apparentemente semplice come Il giardino segreto finiva per rivelarsi quasi rivoluzionario.

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