Christopher Moore, Un lavoro sporco

Un inizio intrigante, condito da una massiccia dose di umorismo, mi aveva subito convinto a comprare l’opera omnia di moore.

il prosieguo della storia – una intricata vicenda di individui chiamati a recuperare le anime dei defunti – ha complicato un po’ il quadro: una miriade di personaggi (anche strambi e simpatici, ma non sempre funzionali alla fluidità della trama), descrizioni dettagliate, aggettivazione fitta e così via.

gli elementi fantastici (nello specifico uomini-scoiattolo, arpie delle fogne, cani parlanti, ecc.) non sono propriamente la mia cup of tea in ambito letterario e quindi la lettura si è rivelata più faticosa del previsto, mentre attendevo con ansia lo sviluppo lineare e “normale” della storia sottostante che aveva comunque destato la mia curiosità.

sufficienza piena in funzione del talento ironico dell’autore.

come per stefano benni, nella fusione tra naturale e soprannaturale, io preferisco solo la prima metà degli ingredienti, ma mi siedo comunque a tavola.

Andrea Sartorati

moore

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