Cuore di tenebra – Joseph Conrad #cuoreditenebra #JosephConrad

Questa non è una recensione. Come Cuore di tenebra non è un romanzo che racconta di fatti e persone e situazioni. Non lungo, poco più di 100 pagine, eppure per me è stato difficoltoso finirlo. Difficoltoso seguire le frasi che si susseguono, tra virgole, punti e virgola, trattini da incisi, punti senza gli a capo. Frasi narrate in prima persona da un uomo di mare, Marlow, che seduto come un Buddha sulla poppa di una barca racconta ad altri uomini di mare di ciò che gli è accaduto navigando lungo un tratto del fiume Congo. Sì, ma cosa gli è accaduto? In effetti ancora adesso, nello scriverne, resto perplessa. Non ho volutamente letto altre recensioni per non togliermi una mia idea in testa. Il racconto di Marlow è la cronaca di un viaggio e di un incontro, quello con l’ineffabile Kurtz, un uomo notevole – come spesso si ripete parlando di lui. Ma in realtà potrebbe anche essere un racconto del tutto immaginario, di un viaggio mentale nei recessi dell’anima, a cercare e scoprire l’orrore e la tenebra che si porta dentro come spettatore di qualcosa di sbagliato. Il racconto di Marlow, che è il racconto dello stesso Conrad e di ciò che realmente ha visto nelle sue navigazioni, è un’accusa contro la crudeltà che l’uomo porta nella vita di altri uomini, conquistandone le terre e imponendo loro il suo stile di vita e una quasi inevitabile morte (fisica e d’identità). Concettualmente il libro è sicuramente rilevante e molto moderno, considerando il periodo in cui fu scritto, ma rimane per me ostico. Non posso dire che non mi sia piaciuto ma nemmeno che mi abbia toccata o colpita. E quindi questa non è una recensione; perché quando un libro non mi piace molto ma al contempo so che è importante, mi sento in difetto io. E chi sono per dire no? Come concludere questa non recensione? Senza conclusione, appunto, ma solo con una citazione.

“Non erano colonizzatori; la loro amministrazione consisteva soltanto nello spremere il più possibile, e nulla di più, sospetto. Erano conquistatori, e per quello basta solo la forza bruta – niente di cui vantarsi, quando la possiedi, dal momento che la forza è solamente un evento fortuito che deriva dalla debolezza altrui. Si appropriavano di quanto potevano prendere solo per il gusto di appropriarsene. Era solo rapina con violenza, omicidio aggravato su larga scala, con uomini che ci si buttavano alla cieca – come si addice a coloro che affrontano le tenebre. La conquista della terra, che per lo più significa portarla via a coloro che hanno una diversa carnagione o nasi leggermente più piatti dei nostri, non è una cosa edificante quando la si osservi troppo a lungo. Ciò che la riscatta è unicamente l’idea. Un’idea alle spalle; non una pretesa sentimentale, ma un’idea; e una fede disinteressata nell’idea – qualcosa che si possa erigere al di sopra, e davanti a cui inchinarsi, e a cui offrire sacrifici.”PS: sì, lo so che questo libro ha ispirato Apocalypse now. Ma siccome sono una brutta persona, ammetto anche che non ho mai visto il film. Una vera vergogna, diciamolo!

Marta Gi

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Libri del cuore #libri #amore #leggere

Avete un libro che vi è piaciuto in modo particolare tra quelli letti quest’anno? No, non le temibili classifiche di fine anno 😀 Più semplicemente un libro che per qualche motivo vi sta a cuore più degli altri, al quale vi siete affezionati. Un indimenticabile, insomma. Sotto un breve elenco di alcuni libri che ci hanno colpito in modo particolare

La città dei ladri – David Benioff, Neri Pozza

Dall’autore della Venticinquesima ora, la magnifica storia di due ragazzi in tempo di guerra, «il romanzo di un narratore eccezionale, scritto con humour, cuore e implacabile suspense».
Khaled Hosseini

L’estate che sciolse ogni cosa – Tiffany McDaniel , Atlantide

“A volte compare un nuovo romanzo così strano e seducente che ti costringe ad abbandonare il tuo mondo per un altro mondo…così è per questa storia di un ragazzo magico – che potrebbe essere il diavolo – e della famiglia che lo accoglie. Vi spaventerà, ma vi ammalierà anche, e vi spezzerà il cuore”
JACQUELYN MITCHARD

Figure – Riccardo Falcinelli , Einaudi

Perché alcune immagini diventano famose e altre no, perché ci catturano, stupiscono, ipnotizzano: come funzionano? “Figure” ci accompagna nella bottega di pittori, fotografi, registi, da Raffaello a Stanley Kubrick, rivoluzionando il nostro modo di guardare. Spesso, davanti a un quadro, tendiamo a domandarci che cosa significhi, o quali fossero gli intenti del pittore, o come si collochi nell’epoca in cui è stato realizzato: ma così la storia dell’arte rischia di essere una spiegazione solo di storia, anziché di arte. Riccardo Falcinelli adotta un paradigma completamente diverso. Invece di cercare il “significato” delle immagini, entra nel loro ingranaggio, le tratta non come simboli da decifrare, bensì come meccanismi da smontare, ci spiega in che modo sono state progettate e costruite, e perché.

L’ottava vita – Nino Haratischwili, Marsilio

L’epopea della famiglia Jashi, dall’inizio del novecento fino alle rivolte libertarie post-sovietiche nella Georgia, terra dolce e mite, scorre con la fluida lingua di una narrazione intensa e densa di vicende, di dolore e di morte. Stalin, georgiano e generalissimo dell’URSS, gioca una parte importante. Ma più di lui, citato sono una volta col suo cognome, e sempre indicato come “il piccolo grande uomo”, è Beria, il vero uomo del male della Russia staliniana, che condiziona la vita, soprattutto dei personaggi femminili, di questa bellissima storia, la cui umanità vive le contraddizioni, gli amori, i viaggi, i tradimenti che sono propri delle persone in ogni tempo e in ogni luogo. E’ una storia universale, raccontata in modo avvolgente, i cui personaggi, nel corso della lettura, sembrano animarsi sotto i nostri occhi.

Nella terra dei lupi – Joe Wilkins, Neri Pozza

«Nella terra dei lupi è popolato da personaggi vibranti, dal cuore profondo, ed è pieno di vivide descrizioni del paesaggio del Montana».
Pam Houston

L’ultima stagione – Don Robertson, Nutrimenti

A bordo di una Pontiac, muovendosi per le strade del paese (e attraverso le pagine di un diario tenuto segretamente da Howard), gli Amberson ripercorrono la storia del loro amore e della loro famiglia, riportando alla luce il passato, gioie e dolori di un microcosmo nel cuore d’America. In questo che è stato il suo romanzo della maturità, pubblicato nel 1974, Don Robertson ritrae una coppia nell’autunno dell’esistenza, componendo una delicata ode alla vita, intelligente, spassosa, mai lugubre. Un’elegia dello spirito umano, che passa per la stessa scrittura potente, senza sfumature o compromessi, che i lettori italiani hanno già conosciuto con “L’uomo autentico”.