Disfida 2019

  1. Un libro con un titolo cortissimo o lunghissimo
  2. Un libro che hai letto con estremo piacere (e dovrai dirci il perchè)
  3. Un classico della fantascienza o di avventura
  4. Una edizione Sellerio
  5. Un’opera che non sia di narrativa
  6. Un libro che parli di un viaggio spirituale, o di argomento religioso
  7. Un libro di una regione italiana (seguirà spiegazione)
  8. Una raccolta di poesia che parli di tutto tranne che di amore. Ebbasta co sta sensibilità!
  9. Un libro che parli di diversità
  10. Un noir veramente cattivo
  11. Un libro di racconti dell’orrore, o di racconti thriller
  12. Un libro che hai comprato almeno tre anni fa e hai scansato troppo a lungo. Siamo alla resa dei conti!
  13. Un saggio su di un argomento di cui non sai ancora una ceppa! Viva l’istruzione permanente!
  14. Un libro che a vent’anni non avresti mai letto. Se hai vent’anni, arrangiati. Ahahah! Se hai vent’anni, un libro che un over 40 che conosci e di cui ti fidi ha adorato quando aveva vent’anni.
  15. Un libro scelto dopo votazione nel gruppo, che tutti dovranno leggere entro la fine di novembre (seguiranno votazione e modalità)
  16. Un libro in cui il/la protagonista è un personaggio di un altro romanzo
  17. Un libro di Neil Gaiman, Margaret Atwood o Jean-Claude Izzo
  18. L’immancabile libro che parla di musica. Può esistere un anno dei 50 senza un libro ad argomento musicale? no dico, può? ennò!
  19. Un romanzo d’appendice
  20. Un libro poco conosciuto di una scrittrice molto nota
  21. Un libro che sia la seconda occasione che dai ad uno scrittore che non ti è piaciuto (non lo stesso libro ma un altro dello stesso autore)
  22. Il testo di un’opera o operetta antica o moderna
  23. Un romanzo ambientato molto molto lontano da te (in luogo o tempo)
  24. Un premio Nobel
  25. Un finalista al Man Booker Prize
  26. Un libro che hai letto veramente veramente in fretta perchè ti è proprio piaciuto e/o lo aspettavi da tempo
  27. Un libro che parli di libri
  28. Un libro che un autore/autrice famoso ha scritto quando era molto giovane (prima dei 25) o molto vecchio (dopo i 75)
  29. Un libro che poi dovrai recensire con almeno 10 righe di commento. AH!
  30. Un libro con un numero o un colore nel titolo
  31. Scegli un argomento che ti interessa, qualsiasi cosa. Ora leggi tre libri che riguardano direttamente o indirettamente quell’argomento, di tre diversi autori, di tre diversi generi: narrativa, saggio, graphic novel, poesia, quello che ti pare. 1
  32. Vedi punto 31 ( 2 )
  33. Vedi punto 32 ( 3 )
  34. Un’opera di Shakespeare
  35. Un romanzo psicologico, o un romanzo che usa la tecnica del flusso di coscienza
  36. Un libro ambientato nella stagione in cui lo stai leggendo
  37. Un libro dal quale hanno tratto uno dei tuoi film preferiti degli ultimi 5 anni.
  38. Elenca due identità che non ti appartengono (sesso, genere, religione, nazionalità, razza). Ora scegli due libri che rappresentino una di queste identità. 1
  39. Vedi punto 38 – 2
  40. Un libro di letteratura slava che non sia Russo
  41. Scegli un autore che ti è sempre piaciuto, e leggi la sua biografia, o autobiografia, o un romanzo che lo abbia protagonista, o un saggio che parli della sua opera.
  42. Uno scrittore o scrittrice italiano/a poco noto/a.

Dal 43 al 50 titoli a scelta. Oppure:
43 -Un romanzo corale
44- Un libro che parli di politica
45- Sei hai più di 3o anni, un romanzo che ti venga consigliato da un adolescente. Se ne hai meno, un romanzo che ti consigliamo noi over tutto.
46- Un libro che parli d’amore (non un romanzo rosa)
47- Una delle biografie recensite dal New York Times o dal New Yorker
48 – Un libro che parli di arte
49- Un libro che appartenga a una serie
50- Un libro che una persona di cui ti fidi dovrà scegliere per te, sapendo che tu probabilmente non lo sceglieresti mai in autonomia, eppure confida che potrà piacerti.

Cuore di tenebra – Joseph Conrad #cuoreditenebra #JosephConrad

Questa non è una recensione. Come Cuore di tenebra non è un romanzo che racconta di fatti e persone e situazioni. Non lungo, poco più di 100 pagine, eppure per me è stato difficoltoso finirlo. Difficoltoso seguire le frasi che si susseguono, tra virgole, punti e virgola, trattini da incisi, punti senza gli a capo. Frasi narrate in prima persona da un uomo di mare, Marlow, che seduto come un Buddha sulla poppa di una barca racconta ad altri uomini di mare di ciò che gli è accaduto navigando lungo un tratto del fiume Congo. Sì, ma cosa gli è accaduto? In effetti ancora adesso, nello scriverne, resto perplessa. Non ho volutamente letto altre recensioni per non togliermi una mia idea in testa. Il racconto di Marlow è la cronaca di un viaggio e di un incontro, quello con l’ineffabile Kurtz, un uomo notevole – come spesso si ripete parlando di lui. Ma in realtà potrebbe anche essere un racconto del tutto immaginario, di un viaggio mentale nei recessi dell’anima, a cercare e scoprire l’orrore e la tenebra che si porta dentro come spettatore di qualcosa di sbagliato. Il racconto di Marlow, che è il racconto dello stesso Conrad e di ciò che realmente ha visto nelle sue navigazioni, è un’accusa contro la crudeltà che l’uomo porta nella vita di altri uomini, conquistandone le terre e imponendo loro il suo stile di vita e una quasi inevitabile morte (fisica e d’identità). Concettualmente il libro è sicuramente rilevante e molto moderno, considerando il periodo in cui fu scritto, ma rimane per me ostico. Non posso dire che non mi sia piaciuto ma nemmeno che mi abbia toccata o colpita. E quindi questa non è una recensione; perché quando un libro non mi piace molto ma al contempo so che è importante, mi sento in difetto io. E chi sono per dire no? Come concludere questa non recensione? Senza conclusione, appunto, ma solo con una citazione.

“Non erano colonizzatori; la loro amministrazione consisteva soltanto nello spremere il più possibile, e nulla di più, sospetto. Erano conquistatori, e per quello basta solo la forza bruta – niente di cui vantarsi, quando la possiedi, dal momento che la forza è solamente un evento fortuito che deriva dalla debolezza altrui. Si appropriavano di quanto potevano prendere solo per il gusto di appropriarsene. Era solo rapina con violenza, omicidio aggravato su larga scala, con uomini che ci si buttavano alla cieca – come si addice a coloro che affrontano le tenebre. La conquista della terra, che per lo più significa portarla via a coloro che hanno una diversa carnagione o nasi leggermente più piatti dei nostri, non è una cosa edificante quando la si osservi troppo a lungo. Ciò che la riscatta è unicamente l’idea. Un’idea alle spalle; non una pretesa sentimentale, ma un’idea; e una fede disinteressata nell’idea – qualcosa che si possa erigere al di sopra, e davanti a cui inchinarsi, e a cui offrire sacrifici.”PS: sì, lo so che questo libro ha ispirato Apocalypse now. Ma siccome sono una brutta persona, ammetto anche che non ho mai visto il film. Una vera vergogna, diciamolo!

Marta Gi