Il libro dei coniglietti suicidi – Andy Riley

The Book of Bunny Suicides (Il libro dei coniglietti suicidi)

Oggi baro. Perché non vi segnalo un libro in attuale lettura, ma un titolo per me “datato”. Che, però, associo troppo al presentissimo e temibilissimo giorno di ferragosto per non dedicarvelo “sentitamente”. Trattandosi di opera grafica del tutto priva di didascalie, d’obbligo la rece è breve-breve. E, semmai, oltre alla copertina del libro, posterò per voi qualcuna delle mie vignette preferitissime: da sole, raccontano tutto del lieve, poetico e divertentissimo humor nero di Andy Riley e del suo “Libro dei coniglietti suicidi – Piccoli soffici coniglietti che vogliono semplicemente farla finita” Per la cronaca e per chi diventasse conigliettisuicidipendente, è il primo di una serie di quattro titoli a tema editi in Italia da Mondadori. Insomma, se anche a voi l’odierna festività suscita pensieri funesti, fate come me: ricorrete a Andy.

Sonia Patania

Vignette e strisce di coniglietti piccoli, morbidi e teneri che semplicemente non hanno più voglia di vivere. E che si inventano i suicidi più bizzarri e assurdi che si possano immaginare. Il coniglietto suicida ha sprezzo del pericolo e prende il sole mentre gli altri animali salgono sull’arca di Noè. Ha grandi capacità mimetiche e si confonde fra i militari dello sbarco in Normandia, o fra gli alieni di “Space lnvaders”. Ha pazienza e aspetta sotto una stalattite che prima o poi si staccherà, o sotto una lente di ingrandimento colpita dal sole. Ha ingegno da vendere, il coniglietto, come quando si estrae il cervello col cavatappi o si fa centrare in pieno da una palla da bowling.

Libri della serie

Il responsabile delle risorse umane – Abraham B. Yehoshua

Un viaggio contro il gelo che sembra sceso sul mondo, contro l’egoismo e l’aridità, per recuperare la propria umanità perduta.

Un terrorista suicida si fa esplodere in un mercato di Gerusalemme. Una donna muore. Era straniera, viveva da sola in una squallida baracca di un quartiere di religiosi. Nessuno va a reclamare il suo cadavere all’obitorio del Monte Scopus. Eppure Julia Regajev aveva ancora formalmente un lavoro, come addetta alle pulizie in un grande panificio della città. Un giornalista senza scrupoli sfrutta il caso per imbastire uno scandalo e denuncia la «mancanza di umanità» dell’azienda, che non si è nemmeno accorta dell’assenza della dipendente. Tocca al responsabile delle risorse umane, spedito in missione dall’anziano proprietario del panificio, cercare di rimediare al danno d’immagine. Ma il viaggio verso la compassionevole sepoltura della donna si rivela per lui molto piú importante di un’operazione di facciata nei confronti dell’opinione pubblica.

Ho appena finito di leggere questo libro di Abraham Yehoshua, autore morto da pochissimo. Non avevo mai letto niente di questo scrittore, ma sapere che è uno dei preferiti di Pia Drovandi mi ha dato la motivazione per iniziare a conoscerlo. Pia è una grande e raffinata lettrice, perciò mi fido del suo giudizio.

Non mi sono pentita, il libro è veramente bello. Nell’Israele tormentato dagli attentati terroristici, un uomo qualunque e il suo capo, che nasconde una profonda umanità, si mobilitano per riportare in Patria, in un Paese povero e lontano, il corpo straziato di una loro dipendente morta nel corso di un attentato. A poco a poco scopriamo la storia di questa donna, un ingegnere che si è adattata a lavorare come addetta alle pulizie per vivere a Gerusalemme, sola e senza legami. Il viaggio di ritorno verso le sue origini è, come spesso accade, un itinerario di scoperta di sé e degli altri, in un universo sconosciuto e affascinante. Il finale è spiazzante e liberatorio al tempo stesso, una vera sorpresa.

Consigliatissimo.

Giovanna Ferloni

di Abraham B. Yehoshua (Autore) Alessandra Shomroni (Traduttore)

Einaudi, 2018